VITTORIA
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Le Origini
Vittoria, 60 mila abitanti circa, sorge a 168 metri sul livello del
mare. Compreso fra il 37° parallelo di latitudine e il 14,5° di
longitudine, il suo territorio ha una superficie di 181 chilometri
quadrati. Il punto più alto è Monte Calvo, a circa 250 metri di
altezza. A est della Città scorre il fiume Ippari che ha le sue
origini in tre sorgenti: in contrada Boscorotondo nei pressi di
Vittoria, nella fonte Diana nel cuore di Comiso e in contrada Cifali. |
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La Città sorge agli albori del 1600
ultima fra gli insediamenti dell'antica Contea di Modica.
La città nasce nell'ambito di un grande processo di colonizzazione di
nuove terre e fondazione di oltre cento nuovi borghi portato avanti dalla
nobiltà dell'Isola dal 1500 al 1700 ma in particolare fu un intelligente
investimento a lungo termine proposto da alcuni amministratori della
Contea alla feudataria, la contessa Vittoria Colonna, tutrice del figlio
conte di Modica Giovanni Alfonso Enriquez Cabrera.
Il nuovo agglomerato, che si affaccia sulla splendida valle dell'Ippari,
si sviluppa al limitare di un'area abitata da millenni.
Tracce di insediamenti preistorici, dell'età del bronzo, del passaggio di
greci, romani e bizantini si trovano sotto e nei pressi del cosiddetto
Castello, mentre lungo la costa, alla foce dell'Ippari e attorno
all'antica palude, nel VI secolo a. C. sorse la città greca di Camarina,
subcolonia della dorica Siracusa.
Proprio nei pressi della grande necropoli settentrionale di camarina si
estende l'attuale frazione di Scoglitti in cui alcuni storici riconoscono
la "Plaga Mesopotanium".
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Il Castello, oggi Museo Civico Polivalente,
appaltato il 4 marzo 1607 subì numerosi rimaneggiamenti fino alla seconda
metà dell'800 quando fu adibito a carcere rimanendo tale fino agli anni
50 del XX secolo.
Accanto sorgono i cosiddetti Magazzini del Conte, gli antichi uffici dove
si pagavano i terraggi, cioè i canoni in frumento.
I Magazzini sono stati acquistati recentemente dall'Amministrazione
Comunale
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La Basilica
di San Giovanni Battista, costruita a spese della collettività dal 1695
al 1706, fu consacrata nel 1734.
L'interno è diviso in tre navate ed è ricco di marmi, di dorature, di
stucchi, di statue e di affreschi.
Pregevole monumento è la cupola "moresca" costruita su disegno
dell'architetto Giuseppe Di Bartolo Morselli tra il 1850 e il 1854.
Numerose le opere che vi si custodiscono a cominciare dal Fonte
Battesimale, ornato da un grande dipinto che rappresenta il battesimo di
Cristo: la tela, di chiaro influsso caravaggesco è databile intorno al
1700.
Seguono la Cappella del Rosario con un quadro della Madonna di Pompei del
1900 e la Cappella della Madonna della Mercede con tela ottocentesca di
autore ignoto.
La Cappella del Sacro Cuore ospita "Il transito di Maria" del
1874 di Giuseppe Mazzone; nella stessa cappella c'è un altro grande
dipinto, anch'esso di chiara ispirazione caravaggesca, raffigurante la
"Decollazione del Battista", da attribuire alla bottega del
Minniti o forse allo stesso maestro.
Sotto il dipinto riposano le spoglie di Vittoria Colonna portate nel 1990
in città dalla Chiesa di San Francesco di Medina de Rioseco in Spagna.
Il presbiterio con l'Altare Maggiore, ha una bella balaustra in marmo
policromo e in fondo all'abside si innalza un monumentale altare in marmo
rosso di Francia.
Al centro un dipinto di Madonna col Bambino di autore ignoto. La volta
dell'Altare maggiore e del transetto recano una serie di momenti della
vita del Battista mentre al 1801 risale il pavimento in marmo policromo;
il coro è arredato su ogni lato da otto scanni alti e sette anteriori
bassi in legno, opera di Emanuele Poidomani nel 1890.
La Cappella del Santissimo Crocifisso contiene un "Compianto del
Cristo Morto", opera da attribuire a botteghe artistiche
caravaggesche.
La Chiesa ha un buon archivio storico e nella biblioteca e nella sacrestia
sono conservati altri dipinti e i ritratti dei parroci e degli arcipreti
della Basilica. Pur non essendo esposta, fa parte integrante dell opere
d'arte della Basilica, la "Taledda" eseguita da Giuseppe Mazzone
nel 1861 che, anticamente, ricopriva l'altare maggiore durante la
Passione.
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Centro
della Città è Piazza del Popolo con il bellissimo Teatro in stile
neoclassico progettato nel 1863 dall'architetto Giuseppe Di Bartolo
Morselli, esponente del neoclassicismo, ma fu completamente rifatto negli
interni dall'ing. Giuseppe Mazzarella.
Presenta una facciata con due ordini di colonne formanti il portico e la
loggia superiore, con nicchie laterali e nella parte finale coronata dalle
statue di Apollo e Diana. Pregevoli le statue di Corrado Leone e le
indorature di Cappellani ma soprattutto le pitture di Giuseppe Mazzone che
dipinse i medaglioni raffiguranti i grandi musicisti, la volta, il
soffitto del vestibolo, le figure del boccascena.
Il nuovo Teatro Comunale sostituì il vecchio sito in via Cavour in
funzione almeno dal 1818 nei magazzini di proprietà della Chiesa di San
Giovanni, ceduti in enfiteusi al Comune nel 1806.
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La Chiesa e il Convento delle Grazie
rimasero entrambi danneggiati nel terremoto del 1693 e la ricostruzione
nelle forme attuali fu completata nel 1754.
La Chiesa contiene parecchie opere d'arte frutto anche di donazioni e
lasciti che i Vittoriesi fecero dal 1653 in poi.
L'interno è a una sola navata e l'altare maggiore reca al centro un
grande quadro ovale raffigurante la Madonna della Grazia opera da
attribuire ad artista caravaggesco.
Notevoli anche i quattro dipinti ovali con le figure della Charitas, della
Fides, della Spes e dell'Obedientia.
Nella sacrestia è ancora custodito il grande armadio di noce risalente
alla seconda metà del settecento, opera di Carmelo D'Asta.
Numerosi i quadri che ornano la Chiesa fra cui un "Miracolo del
pane" di S. Antonio, datato 1723, recentemente restaurato, un'
"Addolorata" di influsso caravaggesco e una "S. Agata in
carcere e in catene" il cui autore è da inglobare fra gli artisti
che avevano conosciuto e studiato le opere di Pietro Novelli.
Tra le altre Chiese meritano una visita quella di San Francesco di Paola,
di San Biagio, che sorge nell'omonima piazza la cui pavimentazione è
stata recentemente restaurata, la chiesa di San Giuseppe, la chiesa di San
Paolo e quella dei Cappuccini
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Una parte della Piazza è occupata
dal Memoriale della Pace dedicato ai caduti di tutte le guerre opera dell'archiettto
Giuseppe Ereddia realizzato nel 1981, sempre nella Piazza è stato
riportato nel luogo occupato fino al 1964 il Monumento ai Caduti, opera
dello scultore Turillo Sindoni, inaugurato nel 1930.
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nome
del benefattore che donò nel 1721 ai Cappuccini l'Orto con la
relativa fonte di approvvigionamento.
La fontana fu realizzata dal 1879 al 1882 e chiamata anche
Garibaldi.
Numerose altre fontane ornano piazze e slarghi, la più recente è
la cosiddetta "Fontana della Pace" ultimata nel 1984 |
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Tra
i palazzi importanti della città ricordiamo Palazzo Iacono oggi
palazzo di Città che fu progettato dal prof. M. Falcini di
Firenze nel 1878.
L'Amministrazione Comunale ha prima completato e aperto al
pubblico lo Scalone nobile di rappresentanza formato da una
accurata messa in opera di scalini di marmo di Carrara.
E' stato in seguito reso disponibile anche il piano superiore dopo
i lavori di restauro.
Tra gli altri edifici: Palazzo Leni-Spadafora in via Cavour,
Palazzo Iacono-Mazza sempre in via Cavour, Palazzo Carfì-Pavia,
Palazzo Traina in stile gotico-veneziano, con portico a soggetta
affreschi interni di Vito Melodia e della sua scuola. |
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Un
bell'esempio di archeologia industriale è l'edificio dell'ex
centrale elettrica costruita dal 1890 in poi realizzata su parte
dell'area del Monastero di Santa Teresa.
Non mancano esempi di archeologia industriale a memoria del
passato vinicolo, resti di antiche distillerie del consorzio
agrario dei Withaker e dei Florio e un'altra ciminiera è in via
Generale Cascino nei pressi della Stazione.
Il consiglio comunale ha apposto il vincolo per la salvaguardia e
l'acquisizione al patrimonio pubblico di tutte queste strutture |
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