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FRANCIA

Finora, stranamente questo paese europeo, doveva considerarsi un mercato emergente, in quanto solo il 10% dei francesi effettuavano vacanze all’ estero, con una forte propensione quindi per il mercato nazionale. Negli ultimi anni, specialmente a partire dal 2002 si è assistito ad una spinta in aumento di questa tendenza, determinata non tanto dalla situazione economica, quanto dall’ influenza di due distinti processi che stanno modificando il profilo comportamentale del turista francese: 

1) Crescita culturale e politica conseguente al processo di integrazione europea (introduzione dell’ Euro) 

2) Legge Aubrey sulle 35 ore. In ragione del primo fattore di influenza, è da ritenere che si stiano progressivamente indebolendo gli elementi, anche psicologici, che hanno indotto i francesi ad optare in grande maggioranza per la vacanza in Francia. La stessa introduzione dell’ Euro sta contribuendo a determinare orientamenti diversi e tali da fare in modo che il viaggio in Europa sia sempre più vissuto come un viaggio domestico. Il più importante quotidiano economico francese ha osservato che la Francia è fra i paesi europei "quello che presenta le maggiori prospettive con previsioni almeno due volte superiori a quelle di mercati già maturi come Germania e Gran Bretagna".

A causa delle difficoltà dell’ economia francese, la Legge Aubrey sulle 35 ore ha in parte attenuato l’incidenza di essa sulle attività turistiche, ma tutti gli osservatori sono concordi nel ritenere che la stessa stia sensibilmente modificando l’ organizzazione del tempo libero dei francesi. Il provvedimento, con riferimento specialmente ai livelli professionali medio-alti, determina una disponibilità aggiuntiva di giorni di ferie che concorre sensibilmente allo sviluppo dei soggiorni breviVo dei soggiorni week-end (durata 4-5 giorni), formule di viaggio che favoriscono più di altri le destinazioni di prossimità come l’ Italia; nel 2002 sono aumentati del 18%. Tra i motivi del trend positivo del turismo francese verso l’ Italia è da ricordare anche il crescente sviluppo delle compagnie "low cost". A fine 2002 si è passati da 27 collegamenti del 2001 ad un totale di 82 in partenza da 32 aeroporti francesi, ed i passeggeri trasportati sono stati 7,5 milioni. Il mercato francese ha il carattere prevalentemente individuale della clientela (80/85%), conseguenza di una attitudine individualista e della prossimità della destinazione. Sulla quota del turismo organizzato si registra una debolezza del tour operator tradizionale, a vantaggio dei comités d’interprise (organizzatori di viaggi per associazioni o gruppi omogenei) e dei supermercati che possono contare su una maggiore penetrazione del mercato (Leclerc, Carrefour, Auchan, Casino, Intermarché, Finac e Decathlon).

L’Italia si colloca al secondo posto (12%), dopo la Spagna (17,3%) quale destinazione degli arrivi dei turisti francesi. La Spagna è vista prevalentemente come destinazione balneare, mentre l’attrazione per l’Italia è riferita al patrimonio artistico-culturale. Comunque il concorrente principale è rappresentato dalla Francia stessa e dall’elevato livello di completezza e di organizzazione della sua offerta turistica. Un problema è quello relativo al rapporto di trasparenza esistente tra fornitore di servizi e cliente con la conseguenza di far passare l’immagine dell’Italia, come una destinazione "cara" e, per questo aspetto, meno competitiva di altre, specialmente per la nostra ricettività medio-bassa.

(Elaborazione su indagini dirette CST e su fonte ENIT)

Il profilo del turista francese

 

 

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