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GRAN BRETAGNA

La situazione internazionale e i timori di una recessione economica, hanno influenzato i comportamenti del turista britannico, che rispetto agli anni precedenti predilige le destinazioni interne, determinando :

?? Moderazione delle spese per vacanza per timore di recessione economica

?? Riduzione di viaggi a lungo raggio per timore di attacchi terroristici

?? Rapporto di cambio Euro/Sterlina, nettamente a sfavore della sterlina, con conseguente diminuzione della capacità di spesa del turista inglese nella località di destinazione e quindi preferenza verso destinazioni dell’area dollaro

?? Aumento del costo della vita, aumento dei tassi di interesse e quindi parallela diminuzione della quota di reddito da destinare alla vacanza

La novità in senso positivo è invece determinata dallo sviluppo delle compagnie low cost, che in Italia collegano la Gran Bretagna con 15 destinazioni italiane. Diretta conseguenza di questo sviluppo è l’aumento del turismo individuale e dei flussi turistici verso le zone anche meno conosciute d’Italia.

Per il turista inglese medio, la destinazione Italia riveste principalmente una motivazione culturale, per cui in un periodo di turismo di massa, la vacanza culturale viene ancora considerata quasi un prodotto di nicchia, in contrapposizione alla vacanza balneare la cui destinazione predominante sul mercato inglese è la penisola iberica.

Buone prospettive si presentano anche per il turismo enogastronomico, quale motivazione specifica o in aggiunta ad altre motivazioni. In questo ultimo periodo si è assistito anche ad una modificazione sociale nel segmento turistico: ci si trova di fronte ad un nuovo segmento composto da giovani coppie (25/35 anni) senza bambini e non sposati, ma che hanno però a disposizione un doppio stipendio. L’altro segmento importante sono le persone vicine alla pensione (golden age), che dispongono di energie e maggiori risorse finanziarie, senza più figli a carico. Il Regno Unito è il paese in Europa che ha il più alto numero di ore lavorative e pertanto il lavoratore risente molto dell’effetto stress. Questo fattore, collegato all’opportunità di volare in Europa a basso costo ha modificato le scelte del modo di fare vacanza, con l’aumento degli short breaks di fine settimana nelle principali città europee, ma anche nelle zone meno conosciute. La diffusione di internet e dei nuovi canali di distribuzione telematici rende il turista sempre più autonomo, indipendente ed informato. Diventa pertanto un self travel agent che ha la capacità di prenotarsi il volo, l’alloggio e i vari servizi turistici complementari stando seduto a casa davanti a un computer, senza passare dall’agenzia di viaggio o dal call center del tour operator. Le previsioni nel medio periodo riguardano una leggera crescita del pacchetto vacanza, mentre la crescita maggiore sarà per le destinazioni servite dai voli low cost, con sviluppo anche di nuove destinazioni e quindi di nuove opportunità di mercato per un turista sempre più individuale.

Le previsioni di aumento degli short breaks avranno la conseguenza diretta di aumentare il numero dei turisti verso l’estero, ma con una parallela diminuzione del periodo di permanenza media, limitato ai 2-3 giorni.

Il profilo del turista britannico

 

 

 

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