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Il patrimonio artistico italiano è gestito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, istituito nel 1998 e riordinato, recentemente, grazie ad un decreto del 2004.

Il Mibac opera con l’intento di far risaltare e mantenere integro lo sterminato patrimonio culturale del Paese, con il precipuo compito di garantirne una gestione che sia continuamente aggiornata, che sfrutti tutte le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e che riesca a tutelare alla stessa maniera i vari settori che costituiscono le nostre ricchezze culturali (archeologia, arte contemporanea, paesaggio, biblioteche, musei). Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac) è l’organo istituzionale predisposto al controllo ed alla gestione del patrimonio storico-artistico nazionale, con il compito di assicurarne la tutela, la conservazione, la valorizzazione, di promuovere il turismo culturale e di trovare nuove risorse per finanziare la cultura. Nato con il Decreto Legislativo numero 368 del 1998, il Mibac ha subito, per volere dell’attuale Ministro Giuliano Urbani, un’importante opera di rinnovamento col Decreto Legislativo numero 3 dell’8 Gennaio 2004.

La riforma del Ministero nasce dalla consapevolezza del valore anche economico del nostro immenso patrimonio artistico e culturale ed ha come obiettivo quello di modernizzare la complessa struttura organizzativa interna.

Una delle novità del Decreto è rappresentata dalla divisione della struttura stessa in quattro dipartimenti ognuno specializzato in uno o più comparti, rendendo più capillari le sue attività, intensificando i rapporti di collaborazione con le Università, rendendo l’azione più efficiente a livello centrale e più vigile sul territorio. Secondo i dati forniti dallo stesso Ministero, in Italia sono presenti circa 20.000 centri storici, 45.000 fra castelli e giardini, 30.000 dimore storiche, 100.000 chiese, 2.000 siti archeologici, 3.500 musei tra pubblici e privati, un numero importante tra biblioteche ed archivi.

Viene da sé che, con questi importanti valori numerici, solo interventi mirati ed una programmazione efficiente, possono garantire la corretta e funzionale custodia e valorizzazione del patrimonio.