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27
maggio 2005 |
Quant'è
bella la vacanza in appartamento
Un rapporto Confcommercio traccia l'identikit del settore:
emerge un mosaico di leggi regionali che regolamentano in
maniera disomogenea l'offerta - Un comparto che nello
scenario di una sempre più forte competizione sui mercati
internazionali soffre della mancanza di un progetto
nazionale
Presentato
presso la sede di Confcommercio, il rapporto "Il
turismo italiano negli appartamenti" realizzato da
Mercury per Rescasa-Federazione italiana residence
aderente a Confturismo e per Fimaa, Federazione italiana
agenti immobiliari.
Un rapporto che per la prima volta, traccia l'identikit
del turismo in appartamento e fa emergere un mosaico di
leggi regionali che regolamentano in maniera disomogenea
l'offerta individuando ventinove tipologie diverse.
Questo tipo di turismo da solo rappresenta 10,4 milioni di
posti letto, 2,5 volte la ricettività totale del Paese
valutata invece dall'Istat in 4,2 milioni di posti letto.
E se le statistiche "ufficiali" indicano in
oltre 345 milioni le presenze turistiche
italiane,considerando anche il comparto degli appartamenti
per le vacanze, le presenze balzano a oltre 966 milioni.
Un comparto che, però, nello scenario di una sempre più
forte competizione sui mercati internazionali, soffre
della mancanza di un grande progetto nazionale in grado di
valorizzare questa fondamentale risorsa solo parzialmente
utilizzata delle vacanze "Italian style" che
riconosca a pieno titolo il ruolo degli imprenditori
immobiliari turistici.
«Si tratta di valori riguardanti i movimenti turistici
italiani e stranieri – ha detto il presidente di Rescasa,
Emilio Valdameri – decisamente superiori alle
statistiche ufficiali. Tutto il comparto, nello scenario
di una sempre più forte competizione nei mercati
internazionali soffre per la mancanza di un grande
progetto nazionale. Il dato positivo è però che gli
italiani stanno "recuperando" i luoghi d'origine
proprio attraverso le vacanze negli appartamenti».
Il rapporto si conclude con una serie di proposte: la
riorganizzazione dell'offerta con un coordinamento
nazionale; la creazione di un osservatorio permanente
mirato sulla ricettività in appartamenti;
l'individuazione di nuove forme di promozione integrate
con un corretto uso di Internet; il riconoscimento
istituzionale del ruolo degli imprenditori immobiliari
turistici e di nuove forme di ricettività (come già
accade all'estero) che contemplino la fornitura di servizi
di tipo alberghiero.
Il turismo balneare "attirato" dalle case
vacanza e la montagna supera nei fatti i dati ufficiali
Lo sviluppo del mercato immobiliare a destinazione
turistica nell'arco di un trentennio, dal 1971 al 2001, è
stata notevolissima, un lungo prolungato boom che solo
negli ultimi due anni sembra essersi arrestato. In testa
alla classifica della disponibilità Sicilia, Puglia,
Lazio, Piemonte, Calabria e Lombardia, mentre i maggiori
tassi di crescita si sono registrati in Sardegna,
Calabria, Puglia e Sicilia.
Tra le province, il maggior sviluppo si è registrato a
Crotone, Sassari, Nuoro, Cosenza e Catanzaro. Poi ci sono
casi "emblematici" come quelli Roma e Palermo:
nelle due città e nel loro territorio si concentra
infatti il 9% dell'intero flusso su scala nazionale con 41
e 23 milioni di presenze. Il turismo balneare attira il
maggior numero di case vacanza, sia che vengano affittate
che utilizzate dai proprietari, mentre la montagna offre
un richiamo decisamente superiore ai dati
"ufficiali". In tutti i casi la media di
utilizzo annuo è di 71 giorni, con un tasso d'occupazione
del 19,6%, dovuto in gran parte alla stagionalità
dell'offerta.
Secondo le stime effettuate in base ai valori medi di
spesa turistica per pernottamento effettuate dall'Ufficio
italiano cambi, la spesa turistica 2003 di chi soggiorna
nella case vacanza è stata di 31,1 miliardi di euro,
oltre il 41% della spesa complessiva. L'analisi
territoriale mette in risalto la priorità di impatto
sociale, economico e occupazionale fornito dal sistema
ricettivo "casa" nel Sud Italia e soprattutto
nelle isole; la spesa turistica generata dai turisti nelle
abitazioni supera quella imputabile ai movimenti
ufficiali. Il mercato delle abitazioni per vacanza nel
periodo 2001-2003 ha subito una contrazione della domanda
omogenea rispetto ai comparti alberghiero ed
extra-alberghiero. Nel 2001 la stima dell'utilizzazione
indicava 771 milioni di pernottamenti scesi a 741 nel 2002
e a 729 nel 2003. La crisi del sistema-casa è stata
maggiore nel centro Italia e nelle isole: qui è
concentrato il maggior decremento dell'uso della case da
parte di locatari, proprietari, visitatori di parenti e
amici. In due anni la flessione è stata del 12% con un
nuovo calo nel 2004. Lazio, Sicilia, Campania,
Sardegna scendono, mentre salgono Calabria e Puglia. Anche
al centro nord si registrano arretramenti, in particolare
in Toscana e Liguria. |
fonte regione
siciliana Assessorato Agricoltura
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