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NAPOLI

Luogo:   Castel Sant’Elmo

Data Inizio:   20/05/2005
Data Fine:   24/07/2005
Costo del biglietto:   mostra e castello:  6,00

 

 

“Nell’occhio di Escher” - 100 OPERE DEL MAESTRO OLANDESE  

La mostra “Nell'occhio di Escher”; organizzata in occasione del primo Centenario dell'Istituto Olandese e ospitata a Roma ai Musei Capitolini lo scorso ottobre, l'esposizione presenta 100 opere del grande maestro olandese, provenienti dalla Fondazione Escher, da alcuni Musei olandesi tra cui il Rijksmuseum di Amsterdam e da collezioni private. Le opere esposte evidenziano un percorso che illustra l'attività di Escher, dalle sue prime esperienze grafiche per giungere alle opere più note della piena maturità.

Nato a Leeuwarden in Olanda nel 1898, Maurits Cornelis Escher era figlio di un ingegnere civile, seguì, inizialmente, le orme del padre distinguendosi particolarmente nelle arti grafiche; studiò alla scuola di Architettura e Arti Decorative di Harem. Nel 1922 venne in Italia, viaggiò e visse a lungo nel nostro paese, traendo ispirazione dalla natura e soprattutto dalle architetture nostrane. 

La mostra presenterà paesaggi, vedute di paesi arroccati sulle montagne o lungo le coste italiane, disegni preparatori o matrici originali in legno, sarà possibile ammirare anche alcune celebri incisioni come Le mani che si disegnano del 1948, Salita e discesa del 1960 e una delle notissime Metamorfosi, incisioni che in molti casi raffigurano il paesaggio italiano visto attraverso gli occhi dell'artista nei suoi numerosi viaggi nel nostro paese

  Città:   Napoli
   Luogo:   Castel Sant’Elmo
Data Inizio:   06/05/2005
   Data Fine:   03/07/2005

 

    MOSTRA Terra Natale
  
  

La mostra dell'artista francese Alain Volut è dedicata ai Dogon, etnia africana del Mali la cui cultura è profondamente legata alle energie della natura, dalle quali scaturisce una ricca cosmogonia.

Il percorso espositivo è un susseguirsi di corrispondenze tra trittici fotografici, statuette africane e due installazioni contemporanee, il rapporto tra questi elementi, come scrive Charles-Henri Favrod “rivela le analogie tra mondo minerale e mondo materno, tra vita quotidiana e mondo animista, tra mondo vegetale e figure umane.

L'incontro tra antenati e bambini, tra statue e alberi, fa emergere una convergenza organica tra il fluire delle generazioni e l'albero genealogico.”

 

 

Città:   Roma
   Luogo:   Complesso del Vittoriano
Data Inizio:   09/03/2005
  Data Fine:   19/06/2005

 

   Mostra
   EDVARD MUNCH 1863 – 1944
  

la mostra "Munch 1863 - 1944" ripercorre l'intero cammino creativo ed umano del grande artista anticipatore dei temi dell'Espressionismo attraverso oltre cento capolavori di cui circa sessanta olii e una cinquantina di opere grafiche tra acquaforti, litografie, xilografie.

Prestiti dai più noti musei internazionali e dalle più importanti sedi espositive norvegesi testimonieranno l'angoscia esistenziale moderna che pervade l'opera di Munch e caratterizza la poetica espressionista: "Ecco urlare la disperazione: l'uomo chiede urlando la sua anima, un solo grido d'angoscia sale dal nostro tempo. Anche l'arte urla nelle tenebre, chiama al soccorso, invoca lo spirito: è l'Espressionismo".

Patria di Munch è Oslo, città dai mille volti, con le sue proposte varie ed eccitanti. La città offre più di 50 musei tra cui il Munch Museet, la cui collezione consiste del dono testamentario di Munch alla città di Oslo, con, tra le altre opere, 1100 dipinti, 3000 schizzi e disegni e 18000 litografie.

Oslo è anche sinonimo di divertimento: la capitale ha, infatti, un'offerta molto varia per tutte le età e tutti i periodi dell'anno: musica, teatro ma anche sport all'aria aperta: d'estate, è possibile praticare attività nautiche e balneari nel fiordo, d'inverno le piste da sci sono raggiungibili in pochi minuti di metropolitana.

 

 

Città:   Pisa
   Luogo:   Museo Nazionale di San Matteo
Data Inizio:   25/03/2005

Data fine : 25/06/2005

 

CIMABUE A PISA. La pittura pisana del Duecento da Giunta a Giotto
  

Si dice che la pittura italiana nasca con Cimabue, ma a Pisa fin dagli inizi del Duecento fioriscono altri pittori che rinnovano l'arte basandosi come lui sulla grande tradizione bizantina. Giunta Pisano, il più originale tra loro, godette di fama larghissima e mutò il corso della pittura in tutta Italia. Egli introdusse nella pittura i sentimenti, come richiedeva anche la nuova spiritualità di S. Francesco. Cimabue, con la sua pittura raffi natissima, trovò ispirazione in Giunta e nei suoi prosecutori, lavorò molto a Pisa e vi morì nel 1302 mentre eseguiva il mosaico dell'abside del Duomo, unica sua opera documentata. Già allora si imponeva anche a Pisa la nuova arte di Giotto, che si ispirava direttamente alla classicità, anche secondo le interpretazioni che ne offrivano le sculture di Nicola Pisano e di Arnolfo di Cambio.

La mostra, allestita al Museo Nazionale di San Matteo, raccoglie la maggior parte dei capolavori superstiti di questo grande episodio dell'arte italiana ed europea, intorno all'inedita ricomposizione del dittico di Cimabue, oggi diviso tra la National Gallery di Londra e la Frick Collection di New York. Si presentano per la prima volta tutte le preziose icone conservate nelle chiese del territorio pisano, insieme alla raccolta del Museo, unica al mondo per ricchezza di fondi oro. È esposta anche la gran parte dei non molti capolavori di origine pisana conservati in Italia e all'estero, come la monumentale Croce conservata al Cleveland Museum of Art, firmata dal sinora inedito Michele, il Dossale di Giunta dei Musei Vaticani con S. Francesco e sue storie, il Dossale di S. Verano di Pèccioli, ora alla Pinacoteca di Brera a Milano, un frammento di Croce dal Museu de Belas Artes di Rio de Janeiro, opere di Deodato Orlandi da Berlino (Gemäldegalerie) e da Altenburg (Lindenau Museum), il Dossale di Memmo di Filippuccio della Cattedrale di Oristano e dal Duomo di Firenze il monumentale Polittico double-face di Giotto. La mostra, presentando oltre 100 opere di pittura, scultura, oreficeria e ceramica, offre un panorama eccezionalmente completo della grande produzione artistica del Duecento pisano e fornisce così un'immagine viva di una delle più ricche e potenti città medievali e della sua variegata cultura.