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In viaggio a tutti i costi, ma meglio se low cost!
Indonesia,
Maldive, Seychelles, America o, più semplicemente, Sharm el Sheik
continuano a essere destinazioni ambite. Ma se queste mete sono proprio
inaccessibili, ci sono sempre le gettonatissime città d'arte o le
cittadine costiere italiane, che mantengono la loro vocazione
all'ospitalità.Gli italiani, insomma, nonostante le difficoltà economiche e sociali, alla vacanza proprio non rinunciano. Anche se, indubbiamente, lo tsunami, il terrorismo, i viaggi low cost e le nuove povertà hanno in parte modificato le abitudini turistiche. "Nonostante nonostante questi fenomeni, continua ad estendersi l'area territoriale relativa ai viaggi. La tendenza ormai storica di allargamento delle destinazioni scelte”, spiega Enrico Pugliese, direttore dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr di Roma, “dovute alle opportunità fornite dalle linee aeree, resiste. Malgrado gli incrementi di povertà e di diseguaglianze, per motivi complessi relativi alla struttura della società italiana, si assiste anche a un aumento dell'area sociale di chi partecipa alla vacanza". E' cresciuta anzi la vacanza culturale e paraculturale all'estero, grazie alle convenienti tariffe delle compagnie". Si parte anche solo per andare a vedere una mostra o un evento che ci interessa, con biglietto aereo e alloggio a prezzi stracciati; ed è subito vacanza. Ma che fine ha fatto il turismo spendaccione e ostentato? Secondo Pugliese "anche se le crociere continuano a essere richieste, si è ridotto nel modello turistico italiano il fenomeno
che aveva sorpreso il Paese una decina di anni fa: il bottegaio,
l'impiegato con il secondo lavoro o la coppia piccolo borghese che
mostravano di potersi permettere vacanze in luoghi esotici e lontani.
Questo comportamento ora è appannaggio di pochissimi". La gran
parte dei vacanzieri preferisce comprare i "pacchetti tutto
incluso" che, nonostante la crisi, hanno avuto un incremento e
hanno assunto un aspetto più sobrio e a volte culturale.Località come Rimini e Riccione vanno ancora? E gli agriturismi? "Certo, sono sempre covenienti, perchè gli italiani sono contemporaneamente troppo poveri o troppo ricchi", afferma Pugliese. Alla vacanza dunque non si rinuncia perché da bene di lusso è divenuta una necessità. E se la crisi si fa sentire c’è una soluzione pronta: basta frammentare il periodo di villeggiatura.
Rosanna Dassisti
Fonte: Enrico Pugliese, Itituto per le ricerche sulla
popolazione e le politiche sociali del Cnr, Roma, tel. 06/49932873,
e-mail: e.pugliese@irpps.cnr.it
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