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L’Italia scende nella classifica
mondiale delle principali destinazioni turistiche CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA Negli anni cinquanta gli arrivi turistici mondiali erano pari a 25 milioni di unità, nel 2004 ammontavano a quasi 760 milioni di unità. Principale meta di turismo mondiale è stata finora l’Europa, dove sia la Francia che la Spagna hanno guadagnato quote nel tempo: la prima già dal 1990 ha conquistato la leadership mondiale e la seconda, a partire dal 2002, si è attestata al secondo posto. L’Italia, invece, ha perso la posizione di paese leader e risulta ora al quinto posto come importanza per arrivi internazionali, essendo stata superata anche dalla Cina nel 2004. Quest’ultimo paese che se considerato insieme ad Hong Kong occuperebbe la seconda posizione per arrivi dall’estero ha fatto registrare un’ascesa notevole e veloce nel panorama delle destinazioni turistiche mondiali. Rispetto ai suoi maggiori concorrenti europei, il nostro paese già all’inizio degli anni novanta presentava, quindi, un numero di arrivi turistici internazionali inferiore. Questo risultato è ulteriormente peggiorato nel 2004, posto che nel periodo osservato il ritmo di crescita degli stessi arrivi è stato in Italia minore di quello di Francia e Spagna. Tra il 2000 e il 2004 il numero degli arrivi internazionali è diminuito, in Italia, di oltre 4 milioni di unità (10% circa), con un tasso di crescita della spesa turistica nel paese fra i più bassi fra le economie più avanzate. Il secondo aspetto, considerando anche l’inflazione, penalizza il fatturato e la redditività delle imprese turistiche nazionali. Su questi risultati ha pesato molto la contrazione del turismo tedesco; la stagnazione economica della Germania ha sicuramente prodotto ripercussioni ma è una spiegazione parziale. Nel periodo 19992003 la Francia ha infatti visto aumentare i flussi dalla Germania e nel Regno Unito questi flussi sono rimasti pressoché stabili; solo in Spagna si è avuta una flessione simile a quella dell’Italia, flessione che, però, è stata più che compensata dagli elevati arrivi dal Regno Unito. Inoltre, nel periodo in esame sono aumentati i flussi tedeschi verso la Turchia e la Croazia, che hanno attirato il segmento della domanda di tipo balneare. Si pone pertanto per il nostro paese un problema di intercettazione della domanda proveniente da quello che è il maggiore mercato (circa 11,5 milioni di arrivi nel 2003), un mercato sempre più caratterizzato, rispetto al passato, da un grado maggiore di diversificazione del "consumo" turistico. In termini più generali, il peggioramento della capacità di attrazione dell’Italia è confermato da diversi indicatori. Da ultimo nel lavoro di Mara Manente ("I futuri scenari del turismo internazionale verso l’Italia"), i cui indici sulla performance turistica dei principali paesi del Mediterraneo evidenziano un arretramento dell’Italia tra il 1985 e il 2005, sulla base di dati di previsione per quest’ultimo anno. Alessandro Terzulli
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