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Il
payoff, il claim e il brand presentati stamani a palazzo Spadaro
Marebarocco,
scritto così, in un’unica parola. E’ il cosiddetto “payoff”,
in pratica lo slogan che accompagnerà il marchio turistico di
Scicli, il cui logo sarà rappresentato da una porta barocca
stilizzata che si affaccia sul Mediterraneo. “La sagoma stilizzata
di una porta dai tipici tratti barocchi diviene qui metafora
dell'ingresso in una dimensione di arte e cultura e della funzione
di tramite di Scicli tra passato e futuro –ha spiegato Davide
Boscacci, dell’agenzia pubblicitaria milanese che ha elaborato il
marchio-. La geometria rigorosa delle linee della porta contrasta
nettamente con il tratto pennellato del mare, a significare la
coesistenza di tradizione e modernità, strizzando l'occhio alla
tradizione pittorica della città. I colori utilizzati rimandano al
mare e alla terra bruciata, seppur con tonalità non banali che
conferiscono raffinatezza e autorevolezza al marchio. Per il logo si
è optato per un carattere tipografico di tipo lineare, moderno,
elegante e non banale, dalle linee morbide e rotonde che richiamano
la forma del sole e il movimento delle onde”. E lo slogan? “Il
payoff stupisce per l'accostamento inusuale dei due termini
"mare" e "barocco". Una parola nuova che, unendo
due dei punti di forza dell'offerta di Scicli, promette
implicitamente un'esperienza insolita, un'immersione in un mare di
barocco. Il risultato è un'espressione decisamente originale e di
forte impatto, capace di restare a lungo nella memoria. In relazione
alla definizione di due target differenti di mercato, si rende
necessario adottare anche due differenti modalità di comunicazione.
Una rivolta alle persone impegnate nelle ricerche culturali e una ai
turisti”. Numerosi gli interventi, tra questi quello
dell’esperta che ha lavorato al piano strategico di promozione
turistica, Patrizia Manenti: “La mission è fare della città di
Scicli la Porta sulla Cultura del Mediterraneo ricercando, con anni
di anticipo, un’integrazione culturale con i Paesi del bacino del
Mediterraneo, enfatizzando gli elementi che storicamente accomunano
culture che appaiono oggi molto diverse. Il nuovo posizionamento
strategico vede quindi Scicli come porta che consente di varcare
intellettualmente e fisicamente i confini della regione, del mare,
delle tradizioni, per conoscere culture e tradizioni apparentemente
diverse; centro culturale che accoglie persone, artisti,
rappresentanti di culture che hanno in comune lo stesso mare: il
Mediterraneo”. Quindi sono intervenuti Giampietro Pizzo, del
dipartimento dell’Internazionalizzazione del Ministero degli
Esteri (preceduto dal saluto del sottosegretario agli Esteri
Giuseppe Drago), Francesco Cuddemi, sciclitano anch’egli in forza
agli Esteri e il professor Rinaldo Palermo, della facoltà di
architettura di Venezia. “Scicli capitale della Sicilia”, una
delle idee guida suggerite da Palermo vista l’assonanza tra le due
parole.
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