| HOME |
| CHI SIAMO |
| AREA TURISMO |
| AREA EVENTI |
| AREA MARKETING |
| AREA EDITORIA |
| PUBBLICAZIONI |
| VIDEO |
| NEWS |
| LINK |
|
Artigianato tipico |
|---|
Case e Immobili |
Eventi |
Gastronomia |
Informazioni |
Noleggio |
Servizi |
Shopping |
Sport e tempo libero |
Svago |
ITINERARI |
Provincia di Catania |
Provincia di Siracusa |
Provincia di Ragusa |
Gastronomia |
Archeologia |
Prodotti Tipici |
Paesaggio Ibleo |
Arte - Cultura |
Masserie |
|
MOSTRA
TESSERE DI NOTE JAZZ
Dal buio sorgono corpi, profili indefiniti, ombre. Dai corpi nel buio nascono movimenti, poi suoni. Così continuano storie cominciate un istante prima o forse diversi anni addietro. I movimenti sono fermi nell’obiettivo, afferrati da uno sguardo singolare, indagatore e misurato insieme: sono gli occhi di chi, appreso un segreto ne svela il fascino ma non il nudo contenuto, rispettando l’incanto di ciò che, per definizione, non può essere rivelato. I Nasce così “Tessere di note jazz”,
una mostra in cui le fotografie in bianco e nero di Giorgio Iacono e i
mosaici di Daniela Coppoletta si accostano le une agli altri, come a voler
raccontare insieme una storia e tante storie mantenendo la specificità
del loro diverso linguaggio, pur appartenendo entrambi al campo dell’arte
visiva. I punti di vista spesso restano uguali, a
cambiare è lo strumento che si presta alla riproduzione dell’immagine,
rubata ad un istante della realtà: nella fotografia di Giorgio, che apre il
cerchio di questo incontro, resta vivo il particolare di una postura del musicista,
due mani in penombra su una tastiera, le rughe espressive su un volto la
cui bocca è intenta a dare fiato ad uno strumento. Sono istanti carpiti
durante le esecuzioni
ma anche durante i momenti di pausa del musicista
e lo spettatore diventa complice di uno sguardo che sapientemente e con
estrema raffinatezza intuisce l’unicità di un momento rispettandone con
garbo l’intimità. Nei mosaici il gioco è due volte più
difficile: Daniela è attenta a non tradire la grazia della fotografia
autoriale né i movimenti e le espressioni dei
musicisti. La sapienza e la pazienza artigiana partono alla
scoperta delle proprie potenzialità per farsi arte: Daniela reinterpreta
il bianco e nero di Giorgio creando una terza sfumatura in grigio e le
rughe sui volti o le movenze di mani e corpi sono resi grazie ad un
minuzioso taglio della pietra in diverse dimensioni e al posizionamento
delle tessere in modo tale da dare il senso del movimento:
come quando le tarsie di pietra si trasformano incredibilmente nei capelli
ricci e crespi di Dizzie Gillespie e nelle sue guance rigonfie di fiato
durante un’esecuzione. La pietra,
elemento immobile e duro, assume leggerezza e riesce
persino a restituire il senso dell’agilità inquieta e indomabile
dei musicisti jazz nell’atto brioso
della loro esibizione. Tra arte musiva e fotografica veniamo a
conoscenza di penombre, profili, suoni e silenzi racchiusi in un’atmosfera
di enigmatico incanto, sentendo di essere divenuti spettatori di un
incontro nuovo e folgorante .
|
|