Antonio Marquez
tra Bolero
e «Il cappello a tre punte»
Taormina. Due classici del repertorio coreico del Novecento
- ossia «Il cappello a tre punte» di Manuel De Falla ed il «Bolero di
Maurice Ravel - saranno questa sera in scena al Teatro Antico, dove - con
inizio alle 21,30 - si esibirà la Compagnia di danza diretta da celebre
Antonio Márquez, il quale vi riveste i ruoli di coreografo e primo
ballerino. Si tratta dell'unica tappa della compagnia spagnola in Sicilia.
Lo spettacolo rientra in un cartellone polivalente allestito
dall'Assessorato Regionale ai Beni Culturali.
Ricavato da un corposo racconto di Alarcòn - che a suo tempo trovammo
tanto bello quanto esilarante -, il balletto falliano ha in certo senso
superato la popolarità della stessa fonte letteraria, sia per l'alta
qualità e la maggiore diffusione della musica (si legge poco infatti),
sia in particolare per la suite che ne è stata tratta, figurando questa -
né certo di rado - nei programmi di ogni orchestra sinfonica.
E d'altra parte neppure il cinema è rimasto insensibile alla
scoppiettante trama ideata da Alarcòn, se appunto è vero che il famoso
regista Camerini ne trasse un film con Leda Gloria e con Eduardo e Peppino
De Filippo, mentre - nulla sapendo di eventuali pellicole straniere -
ricorderemo inoltre che furono la Loren, Mastroianni e Vittorio De Sica -
ma molto più tardi - a cimentarsi con i ruoli della mugnaia, del mugnaio
e del podestà. Ecco, danzatore iberico di primo piano, Antonio Márquez
non poteva rimaner dunque estraneo a siffatto balletto, dove, fin
dall'esordio nel 1919, la perentoria ricostruzione teatral-sinfonica di
Falla (con musica autenticamente reinventata nella sua verità narrativa
ed espressiva), l'azzeccato gusto coreografico di Massine e la visualità
scenica dovuta a Picasso ne fecero un tutt'uno inscindibile. Ma senza che
ciò, tuttavia, impedisse nel tempo che altri vi si misurassero - come nel
caso presente -, quasi folgorati dalla solarità della tenuta motivica e
dall'inarginabile splendore dei ritmi propri della felice partitura. Però,
a rincarar la dose, l'evento taorminese non si esaurisce qui, ovvero con
Falla, dal momento che vien tirato in ballo - per la seconda parte della
«soirée» - il franco-pirenaico Maurice Ravel, sempre così attratto
dalla terra di Spagna. Ché si ripropone - con l'iniziale assolo di Márquez
ed il successivo intervento del corpo di ballo - il celeberrimo ed
amatissimo «Bolero» (saturo di una tensione emotiva e di una sensualità
in costante crescita nell'iterazione del suo doppio disegno tematico),
addirittura diventato causa di uno scontro rimasto storico fra l'autore e
Toscanini, nonché - via via - tentazione ineludibile per numerosi
coreografi-ballerini, transitando pure - e financo - in un drammatico film
di Claude Lelouch. Da ultimo, accanto a Márquez - e per completare i dati
della locandina -, non tralasceremo di menzionare Roger Sales e José
Osuna, rispettivamente costumista e con compiti di «light designer». Niny Ganguzza