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LA PROVINCIA DI SIRACUSA Angolo più meridionale d'Italia - Nel periodo arabo veniva chiamata Val di Noto - La provincia di Siracusa offre al visitatore itinerari turistici particolarmente affascinanti - I suoi 2108 kmq comprendono 21 comuni ed ha una densità abitativa di192 abitanti per kmq con una popolazione complessiva di 405.000 persone - in evidenza alcune stazioni dell'età della Pietra scheggiata negli Iblei e nella parte più meridionale della Sicilia - Impetuoso sviluppo industriale. 

Presentazione: La provincia di Siracusa è situata nell'angolo più meridionale d'Italia, in quella regione geografico-amministrativa che nel periodo arabo veniva chiamata Val di Noto. Anche se negli ultimi decenni qualche tratto litorale è stato alterato e deturpato della creazione di industrie petrolchimiche, tuttavia la provincia di Siracusa offre al visitatore itinerari turistici particolarmente affascinanti per la singolarità del paesaggio urbano, per la varietà del patrimonio culturale, testimonianza delle tante anime (la greco-ellenistica, la paleocristiana, la bizantina, l'araba, la sveva, l'ispano-catalano, la barocca) maturate in un ambiente mediterraneo unico. 

Popolazione - Territorio: Con i suoi 2108 kmq comprende 21 comuni ed è per estensione una delle più piccole della Sicilia, ma ha una densità abitativa di 192 abitanti per kmq tra le maggiori dell'isola ed una popolazione complessiva di 405.000 persone.

Storia in pillole: Importanti esplorazioni archeologiche hanno messo in evidenza alcune stazioni dell'età della Pietra scheggiata negli Iblei e nella parte più meridionale della Sicilia. Con il passaggio all'età neolitica comparvero l'agricoltura, l'allevamento, l'uso della ceramica e i primi insediamenti in villaggi chiusi, e portatori di questa civiltà sarebbero state popolazioni di pastori e agricoltori provenienti dall'oriente, di stirpe e lingua mediterranea. Intorno al XIII e XII secolo a.C. su questa parte dell'isola approdarono i Siculi dotati di capacità tecniche più evolute e impregnati di cultura mediterranea. Il violento sisma che si abbatté sulla Sicilia orientale nel 1693 provocò grandi danni all'area siracusana. Diverse realtà urbane quali Augusta, Avola, Ferla, Francofone, Lentini, Noto, Palazzolo Acreide furono o seriamente danneggiate o completamente distrutte. Gran parte dell'attuale assetto insediativi o dell'architettura del Siracusano si definì nel '700 e dalle macerie di un'immane tragedia presero corpo assetti urbani e architettonici di straordinario valore ed originalità: l'impianto urbano di Avola di nuova costruzione, lo splendido centro barocco di Noto, il riassetto territoriale viario di Palazzolo Acreide. Tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del '900 tutta la provincia e specialmente Siracusa subirono profonde trasformazioni (crescita edilizia, nascita di nuovi quartieri). Durante la II guerra mondiale Siracusa e parte della sua provincia vennero gravemente danneggiate dai bombardamenti anglo-americani e, dopo lo sbarco degli alleati, da quelli tedeschi. Il nuovo decollo della città di Siracusa e della sua area provinciale è da mettere in relazione con la sua posizione, con la presenza di un ottimo porto naturale, con la sua crescita del settore primario, con le attrattive turistiche, ma soprattutto con l'impetuoso sviluppo industriale.

LA NASCITA DI PANTALICA e SORTINO 

Nella prima metà del XIII secolo a.C., avviene un altro profondo mutamentopantalica1.jpg (65607 byte) nell`economia e nella geografia antropica della Sicilia orientale. Tutti gli insediamenti costieri che fiorivano nell`età di Thapsos scompaiono quasi all`improvviso; la popolazione abbandona la fascia costiera e cerca rifugio in impervie e disagevoli zone montane, scelte perché rispondenti ad esigenze di difesa, e si riunisce in grossi agglomerati. Fra essi il più importante è Pantalica.

I villaggi sulle pianure costiere, specie nella regione intorno a Siracusa, furono abbandonati e la popolazione cercò rifugio sulle colline, dove visse in agglomerati relativamente grandi, a giudicare dalla vastità dei cimiteri (a Pantalica e altrove). Ma essi continuarono a seppellire i loro morti in tombe a grotticelle, non in urne, e la loro ceramica e gli utensili non somigliano in alcun modo agli opantalica.jpg (60161 byte)ggetti della penisola italiana e di Lipari. Se si possono identificare dei legami culturali, questi sono dapprima col Mediterraneo orientale, e poi con l’Occidente.
Questo fenomeno è databile con notevole precisione attraverso le importazioni micenee. L`improvvisa cessazione delle importazioni delle ceramiche dipinte ha luogo all`inizio della diffusione dello stile Miceneo III B, e cioè nei primi decenni del XIII secolo a. C. Questa data coincide con quella della tradizione storica risalente ad Ellanico che colloca il passaggio dei Siculi dalla penisola italiana in Sicilia intorno al 1270 a. C. La formazione di un grosso abitato in una delle zone più aspre e più impervie della Sicilia, lontano dai campi coltivabili e da qualsiasi via di comunicazione e di traffico appare come la conseguenza di uno stato di guerra e di estremo pericolo per la sopravvivenza.

La civiltà di Pantalica segna quindi non una evoluzione, ma piuttosto una involuzione delle condizioni sociali ed economiche della Sicilia.

 

SORTINO la citta' del Miele

Sortino (SR)Comune della zona montana aretusea, coi suoi diecimila abitanti, Sortino è conosciuto e apprezzato per le bellezze artistiche, per il territorio che lo circonda, per le tradizioni che continua a mantenere vive: tutti segni di una storia ricca di memoria che affonda le sue radici nel tempo. Chiese e palazzi, miele e pupi siciliani, Pantalica e la valle dell'Anapo: questi sono i principali binomi della policrome immagine che il paese offre ai suoi ospiti. Adagiato sul colle Aita a 468 m s.l.m. Sortino conserva fra le sue strade, i suoi vicoli, tesori da scoprire e da vivere. Di particolare importanza sono le chiese e i conventi, segno anche di quel forte sentimento religioso che caratterizzò la ricostruzione dell'intero abitato dopo la sua distruzione causata dall'immane terremoto del 1693. Richiamando i Quattro Canti di Palermo, Sortino fu suddivisa in quattro settori derivanti dall'incrocio fra Corso Umberto I e Via Libertà. Maestosa è la facciata della Chiesa Madre (XVIII sec.), in stile barocco, dedicata a San Giovanni Evangelista, in cui spiccano tre nicchie con le statue di San Giovanni, Mosè ed Elia, e un portone centrale affiancato da due coppie di colonne tortili. Si erge su un magnifico piazzale lastricato con i ciottoli del fiume Anapo, bianchi e neri, che formano perfette geometrie. All'interno opere del D'Anna e di Crestadoro. Nascosta fra i primi vicoli dell'abitato è la chiesa della Natività di Maria, vero gioiello dell'architettura barocca, adiacente al Monastero di Montevergine. La facciata presenta un armonioso movimento concavo-convesso. All'interno, di particolare effetto, il pavimento maiolicato a piastrelle di Valenza, raffigurante la "Pesca miracolosa". Le monache benedettine di clausura del SS. Sacramento che vivono nel monastero, intonano ancora oggi il Canto Gregoriano. Il Convento dei Padri Cappuccini, risalente al 1556, è luogo si serenità e armonia. Già sede della Scuola di teologia, è oggi luogo di studio e di formazione per i giovani frati siciliani. La chiesetta è di semplice costruzione. Pregevole è al suo interno l'altare maggiore in legno con intarsi in madreperla, avorio e osso, realizzato alla fine del '700 da frate Angelo da Mazzarino. Da vedere anche il chiostro del convento. Molto belle anche le altre chiese del paese: la Chiesa di S. Sofia, dedicata alla patrona del paese, risalente al XV sec., ed ancora la chiesa del Purgatorio, di S. Sebastiano, di S. Pietro, di S. Francesco, dell'Annunziata. Particolare è la facciata della Chiesa di S. Antonio con l'annesso Collegio di Maria. Il centro storico del paese è ricco anche di palazzi settecenteschi, caratterizzati da raffinate facciate, con stupendi archi, cortili, balconi in ferro battuto. Si sottolineano: Palazzo Rigazzi Leopoldo (in Corso Umberto, 119), Palazzo Rigazzi Mariano (in via Municipio, 22), Palazzo Mariano Matera Valguarnera (in via S. Sofia, 19), Palazzo Valguarnera (in Corso Umberto I), Palazzo Parlato Tartaglia (in via L. Capuana, 90), Palazzo Municipale (in via Municipio, 2), Palazzo Musco ( in via P. di Piemonte), Palazzo Sortino-Serges (in Corso umberto, 51).

Valle dell'Anapo
Riserva naturale di grande interesse, molto affascinante anche per la flora rigogliosa con i pioppi bianchi e neri, i salici, i platani orientali, i lecci. La fauna conta numerose specie quali: la volpe, il coniglio, la donnola, la martora, il falco pellegrino, la poiana e, di recente, coppie di airone cinerino. La valle è attraversata dalla vecchia ferrovia Siracusa - Vizzini - Ragusa ormai dismessa e percorsa un tempo dal famoso trenino a vapore "carolina". La valle è attraversata da ben 10 gallerie per un totale di 13 chilometri. Merita una visita la stazione di Pantalica, ed in particolar modo la grande "Masseria Specchia" tipica costruzione rurale.

Altre informazioni

Sortino si raggiunge:
in auto da Siracusa, via superstrada SR-CT svincolo Sortino - Zona industriale
in auto da Catania, via superstrada CT-SR svincolo Sortino - Zona industriale
in pullman da Siracusa e Catania, Autolinee AST

Cosa puoi visitare:
La Necropoli di Pantalica
La riserva naturale della Valle dell'Anapo
La Chiesa Madre
La Chiesa di Santa Sofia
La Chiesa della Natività di Maria Monastero di Montevergine
Le Chiese dei Cappuccini, di San Sebastiano, del Purgatorio, di S. Antonio ecc.
I palazzi Rigazzi, Musco, Valguarnera, Sortino, Serges ecc.

Le manifestazioni più importanti:
Febbraio: Trofeo Pantalica, gara ciclistica internazionale
Venerdì Santo ore 04.00 : "U Nummu Ru Gesu"
Primavera: Sagra del Pizzolo Ripieno
e 'nfigghiulata
Settembre 8 - 10 : Festa Patronale di Santa Sofia
Ottobre: Sagra del Miele

Fonte Comune di Sortino e Pro Loco Sortino - Pantalica

 
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