Noto
città ricostruita ex novo
in un sito diverso dal precedente abbandonato dagli abitanti, è stata
pianificata tutta insieme su disegno dell'architetto gesuita Angelo
Italia. È strutturata su due livelli: la parte alta ed il pendio o
piano basso cui corrisponde la città monumentale con gli edifici
nobiliari e i complessi religiosi, che nel corso del Settecento danno
origine alla scenografia barocca.
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Noto Antica sorta sulla collina
dell’Alveria fu abitata fin da epoca preistorica come testimoniano le
numerose necropoli rinvenute nelle immediate vicinanze. Con i romani fu "civitas
foederata". Abitata nel periodo paleocristiano e bizantino la città fu
conquistata nell’866 dagli Arabi elevandola a roccaforte e capoluogo del Val
di Noto. Nel XII sec. fu città demaniale dotata di un vastissimo territorio e
di rilevante prosperità economica con lo svilupparsi di un fermento culturale
nei sec. XV e XVI. La città distrutta da terremoto del 1693, venne
ricostruita in un sito differente dall'originario, sulla collina delle Meti,
disposta a terrazze sul declivio di un colle: il piano basso (sede della
città del potere); il piano alto, Chianazzo-Piano Camastra
(sede della città
del popolo) e la Riina intermedia. L'impianto urbano si svolge lungo due
assi portanti costituiti dalle vie Salicano e Corso Vittorio Emanuele, intorno
a questi si susseguono i più significativi esempi della cultura urbana e
architettonica successivi al sisma del 1693.
Vista
l’ampiezza del territorio comunale, si rileva una ricchissima dotazione di
beni culturali e aree archeologiche di particolare pregio. Parte del
patrimonio artistico è raccolto nel Museo Civico Archeologico con reperti di
opere provenienti dall’antica Noto distrutta dal terremoto del 1693. Un
secondo museo, dedicato all’artista locale Giuseppe Pirrone, contiene,
insieme alla produzione dell’artista, opere di arte contemporanea. Entrambi
i musei si trovano lungo la via principale del centro storico ma sono al
momento chiusi al pubblico per lavori di ristrutturazione. Tra le gallerie d’arte
contemporanea si segnala Cerarte, attiva nell’organizzazione di
esposizioni periodiche di artisti locali. Lo spazio urbano è inoltre
costellato di monumenti civili e religiosi, rilevanti sia per quantità che
per qualità. Notevole è la stratificazione di testimonianze
storico-artistiche e archeologiche risalenti ad epoche. Tra i maggiori
monumenti sono la Chiesa di S. Chiara eretta nel 1748 su disegno di Rosario
Gagliardi; la Chiesa del SS. Crocifisso con la facciata incompleta, attribuita
al Gagliardi; la Chiesa di San Domenico costruita tra il 1703 ed il 1727, la
cui facciata è opera del Gagliardi, con il convento ora sede dell'Istituto
magistrale; la Chiesa di S. Francesco (1704-05), con l'annesso Convento, opera
di Vincenzo Sinatra; la Chiesa Madre, cui si accede mediante una scenografica
scala a tre rampe, costruita a partire dai primi anni del 700 ed ultimata nel
1776 (nel 1996 crollarono la cupola ed una volta); la Chiesa di S. Maria del
Carmelo; la Chiesa di Santa Maria dell'Arco, attribuita al Gagliardi; la
Chiesa di San Nicolò; la Chiesa e Convento del SS. Salvatore; Palazzo
Battaglia; Palazzo Ducezio, sede del Municipio, costruito nel 1746 su
progetto del Sinatra; il settecentesco Palazzo Landolina; Palazzo Nicolaci,
attribuito Paolo Labisi, con una suggestiva sequenza di balconi barocchi
sorretti da mensoloni con figure grottesche, oggi sede della biblioteca
comunale.
Sono anche presenti nove aree
archeologiche. Oltre ai resti di Noto Antica, abbandonata dopo il terremoto
del 1693, va senz’altro segnalato il villaggio preistorico di Castelluccio
dei sec. XVII-XV A. C., che dà il nome alla facies culturale eponima,
attribuita dal celebre archeologo Paolo Orsi al I periodo siculo (Civiltà di
Castelluccio). Nelle adiacenti cave si aprono nel calcare circa 200 tombe a
grotticella artificiale con piccola anticella e vestibolo scoperto.
Il patrimonio storico-artistico
ed architettonico mostra tutte le potenzialità per la realizzazione ed
integrazione di percorsi tematici storico-barocchi, con l’apertura alla
possibilità di programmare percorsi alternativi archeologico-paesaggistici
attenti alle stratificazioni della storia più antica.
Gli itinerari culturali sono
relativi a tre siti devozionali, nove di archeologia rurale, e cinque di
archeologia tradizionale-produttiva.
Recentemente è stata istituita
la Facoltà di Scienze della Formazione, gestita dal Consorzio Università del
Mediterraneo Orientale e sono in programmazione alcuni corsi di
specializzazione.
E’ attivo inoltre un centro
internazionale mirato all’approfondimento ed allo studio della cultura e
delle tradizioni del Mediterraneo da parte degli studenti universitari
statunitensi ("The Harvard Summer Program in Sicily").
E’ presente anche un teatro
(Teatro Comunale "Vittorio Emanuele") di 320 posti con spettacoli
annui da dicembre a maggio, con 8.900 spettatori totali registrati nella
stagione 2000-2001.
Il carattere folkloristico dell’area
è basato su otto principali eventi annuali distribuiti da febbraio a ottobre.
Tra le manifestazioni religiose è la festa e processione del Santo Patrono,
Corrado Confalonieri, che si tiene il 19 febbraio. L'artistica Arca argentea
cinquecentesca, contenete il corpo del Santo, viene portata a spalla, da
un'apposita Confraternita; seguono i "Cili", grandi ceri decorativi,
le Confraternite, la Banda Musicale e i fedeli che sciolgono il loro voto
nella processione. La caratteristica infiorata caratterizza l’inizio
della stagione primaverile (maggio) e richiama il maggior numero di presenze
(250.000 nel 2001). E’ inserita nell'ambito della manifestazione Primavera
Barocca e consiste in uno spettacolare tappeto di fiori allestito nella
scenografica Via Nicolaci. I riquadri realizzati con creatività e perizia
dagli artisti, propongono di anno in anno motivi diversi: religiosi,
mitologici e di cultura popolare.
L’estate vede la realizzazione
di eventi molto diversi raccolti dalla rassegna estiva d’arte e folklore Agosto
Netino (cinema, teatro, danza, musica) programmati secondo un calendario
giornaliero per i mesi di luglio, agosto e i primi dieci giorni di settembre.
Nel mese di settembre, si apre
nella prima settimana, il Festival internazionale della musica, danza
e tradizione popolare. Ad ottobre ha luogo la manifestazione del Festival
barocco. Sono poi distribuite durante tutto l’arco dell’anno molteplici
cerimonie religiose di processione.
Otto sono i prodotti tipici con
marchio registrato. I principali sono distribuiti nei comparti vinicolo,
oleario, caseario mentre i restanti sono di natura frutticola e orticola.
Nel 2001 l’attività
artigianale è presente in buona misura, con 379 addetti distribuiti in 366
imprese. Non essendo disponibili dati comunali per analizzare l’andamento
temporale di questo settore faremo riferimento ai dati ottenuti per la
provincia trovando dal 1996 al 2000 una tendenza all’aumento con il 10% di
nuove imprese create.7
L’organizzazione di mostre
mercato può costituire un incentivo alla domanda di prodotti ed alla
diffusione di tradizioni locali artigiane come è avvenuto nel 2001 con la
realizzazione della prima mostra regionale della liuteria siciliana.
Particolarmente rilevante la
Riserva Naturale Orientata di Cava Grande del Cassibile il cui territorio
rientra nei confini, oltre che di Noto, anche di Avola e di Siracusa. Molto
importante la Riserva Naturale Orientata di Vendicari, istituita nel 1984,
formata da un esteso ecosistema di zone di alta vitalità biologica
comprendente i pantani Piccolo, Grande, Roveto, Sichilli e Scirbia e si
estende per 8 Km lungo il tratto costiero del Golfo di Noto. È una delle zone
umide più importanti d'Italia biologiche e naturalistiche, importantissima in
quanto tappa di uccelli migratori, annovera numerosi resti di antichi
insediamenti (è soggetta a vincolo archeologico); altro sito di interesse
naturalistico è Cava Cultrera, caratterizzato da laghetti e da vegetazione di
macchia mediterranea nella valle di S. Corrado di Fuori.
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