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Palazzolo Acreide

città sdoppiata in due nuclei: la parte medievale ricostruita su se stessa e quella sei-settecentesca lungo il corso principale che si andò a ricongiungere con l'antico sito greco di Akrai. Tra i suoi monumenti le chiese di S. Pietro e Paolo e di S. Sebastiano costituiscono due esempi significativi del potere e del ruolo che le confraternite ebbero nella ricostruzione post-sismica del Val di Noto.

  • CENNI STORICI

Il nucleo più antico di Palazzolo Acreide corrisponde oggi all’antico sito di Akrai, fondato settant’anni dopo la città di Siracusa, come attesta Tucidide. Questa nuova città-fortezza assicurava il controllo politico-militare sui Siculi dell’altopiano ibleo. Le particolari qualità strategico-politico-militari di Akrai, legate alla sua localizzazione in prossimità della via Selinuntina, favorirono la crescita e la prosperità della città, che si affermava anche come luogo di scambi commerciali fra Siracusa e i centri della costa meridionale e come luogo di diffusione della cultura ellenica anche nei secoli successivi. Dopo la conquista di Siracusa (211 a.C.) i territori e le città del dissolto regno siracusano vengono a far parte della provincia romana, fino al periodo paleocristiano, quando alla dominazione romana subentrerà quella araba.

Le prime notizie storiche della Palazzolo Acreide attuale si hanno a partire dal XII sec., nel quale l’espansione urbanistica avviene attorno al castello, probabilmente costruito in periodo normanno. Un nuovo e maggiore assetto della città si ha a partire dal XVI sec., in seguito all’insediamento degli ordini religiosi. La città, distrutta dal terremoto del 1693, venne ricostruita in due nuclei separati: il quartiere medioevale, ricostruito sulle strutture originarie, e quello sei-settecentesco attorno al corso principale. Quest'ultimo nucleo andò a ricongiungersi con l'antico sito di Akrai a corona dell'asse di sviluppo post-sismico.

  • Il patrimonio archeologico, storico-artistico ed architettonico

Il patrimonio artistico di cui il piccolo Comune è dotato appare ricco e vario: la Carta del Rischio individua 26 beni culturali e la Guida d’Italia del T.C.I. dedica ad essi 83 righe.

Il territorio di Palazzolo Acreide risulta abitato sin dall’era preistorica, come testimoniano alcuni reperti rinvenuti nell’area, risalenti all’età del bronzo e del ferro. Lo splendore della città iniziò quando su questo territorio, ricco di boschi, fonti e corsi d’acqua, i Corinzi Siracusani fondarono nel 664 -663 a. C la loro prima colonia Akrai, città-fortezza per il controllo politico militare sui Siculi dell'altopiano ibleo. Dopo circa milleseicento anni di vita ininterrotta fu distrutta dagli arabi nell'827 d. C.. Le rovine, ricoperte di terra, furono scavate e riportate alla luce nel primo trentennio dell'’800. Occupa un area di circa 35 ettari.

Tra le rovine sono ben conservati: il Teatro greco, di dimensioni ridotte (circa 600 spettatori), fu modificato in età romano-imperiale. La cavea del teatro consta di 9 cunei e 12 gradini, ancora utilizzato per spettacoli classici nei mesi estivi; il Bouleuterion luogo di riunione del consiglio; i resti di un tempio del IV-III sec. a.C. forse dedicato ad Afrodite; saccheggiato dopo il terremoto del 1693 per costruire gli edifici di Palazzolo; due Latomie dette "Intagliatelle" e "Intagliatae", cave di pietra età greca utilizzate nel corso dei secoli come necropoli, luogo di culto ed abitazioni; il Tempio di Afrodite edificato nel VI sec, si conservano solo i blocchi del basamento.

Oltre ad Akrai sono da menzionare i cosiddetti Templi Ferali, latomia aperta nella roccia, testimonianza del culto dei morti in età ellenistica, ed i Santoni, sculture rupestri del III sec. a. C. che rappresentano la più complessa area sacra del mondo antico dedicata al culto della dea Cibele o anche Magna Mater. Va segnalata anche la necropoli della Pineta.

Ogni due anni, il teatro greco di Akrai accoglie, durante il mese di maggio, il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, organizzato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico. L’iniziativa assume un respiro internazionale grazie alla partecipazione di gruppi delle scuole superiori provenienti, oltre che da diverse città italiane, da numerose città europee.

I giovani partecipano direttamente alla messa in scena di opere di tragediografi e commediografi antichi.

Ad epoche successive (IV-V sec. d.C.) risalgono le numerose iscrizioni cristiane rinvenute e le diverse chiese rupestri sparse sul territorio. Particolarmente interessanti sono i quartieri di epoca medievale detti di "Castelvecchio" e dello "Spirito Santo", in cui ancor oggi si possono individuare le vestigia della Palatiolum medievale, i ruderi del castello dei barones ed, intorno, il borgo con le sue viuzze che scorrono concentriche e parallele alla residenza baronale.

Tra i monumenti più significativi della ricostruzione sono: la Chiesa di S. Sebastiano, ricostruita a tre navate nel primo ventennio del '700 dopo il terremoto del 1693, sulle rovine di una chiesa a navata unica dedicata a S. Rocco, su progetto dell'architetto siracusano Mario Diamanti; la Chiesa di S. Paolo, edificata intorno alla metà del XVIII sec. (S. Paolo fu eletto patrono nel 1688). Distrutta nel terremoto del 1693, fu riedificata grazie alle elemosine dei fedeli e dei confratelli, ultimata certamente tra il 1720 ed il 1730; la Chiesa dell'Annunziata, edificata probabilmente nel XIII-XIV sec. ed in parte distrutta dal terremoto del 1693, ricostruita dopo il sisma, è attribuita Matteo Tranisi, capomastro e architetto locale, mentre il progetto della facciata è probabilmente di Giuseppe Ferrara; la Chiesa Madre; la Chiesa di S. Antonio, mai ultimata; l'antica Chiesa dei Cappuccini e Convento; l'antica Chiesa dell'Assunta e l'annesso Convento dei Minori Osservanti, completamente distrutti dal terremoto del 1693 e ricostruiti in altro sito più vino al centro abitato, con la facciata convessa costituisce un esempio unico tra le chiese palazzolesi; la Chiesa di S. Michele, ricostruita dopo il sisma del 1693 probabilmente su progetto di Giuseppe Ferrara capomastro-architetto e mastro Antonino La Ferla.

L’Istituto Studi Access da anni è impegnato nell’attività di valorizzazione del patrimonio archeologico, storico ed etnografico della città, promovendolo attraverso una serie di pubblicazioni monografiche e guide turistiche.

La tradizione culturale siciliana trova nella Casa Museo "Antonio Uccello" una prestigiosa vetrina che ha registrato nel 2001 circa 10mila presenze. In questa sede, infatti, è esposta una preziosa raccolta di oggetti che documentano la vita contadina: strumenti utilizzati per i mestieri agricoli e pastorali, arredi, ceramiche d’uso domestico, pupi e carretti frutto della tradizione artigiana locale.

Oltre all’Antiquarium e al Museo "Antonino Uccello", vanno segnalati il Museo Telematico, la Pinacoteca e la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea "Palazzolo Contemporanea".

  • Manifestazioni religiose, folkloristiche ed eventi culturali

Particolarmente significative sono le feste religiose a Palazzolo Acreide, ben quattro dedicate ai vari Santi protettori della città, che si svolgono da giugno ad ottobre (festa di S. Paolo, festa di S. Sebastiano, festa dell’Addolorata, festa di S. Michele). La città riesce ancora a mantenere vive la tradizioni, attraverso le celebrazioni del Natale, del Carnevale, dei Patroni e le rappresentazioni classiche al teatro greco. Assume rilevanza internazionale la festa di San Paolo Apostolo (29 giugno), di antichissime origini, in grado di incantare ogni anno migliaia di fedeli e turisti. Numerosi sono gli eventi culturali nel periodo estivo, tra cui le rappresentazioni classiche nell’ambito del teatro greco di Akrai, le rassegne di musica classica e quelle dedicate al teatro dialettale.

Nel periodo invernale si svolgono varie manifestazioni legate alla promozione dei prodotti tipici locali (come l’Agromontanfiera).

  • Tipicità agro-alimentari

Dall’analisi del comparto agricolo, il settore risulta in espansione, sebbene senza incrementi di particolare intensità. Secondo i dati forniti da Infocamere, il numero di unità locali operanti nel settore registra il passaggio dalle 349 del 1997 a 363 del 1999, e nell’arco del triennio considerato gli addetti dichiarati vedono un significativo incremento da 36 a 87 unità.

Le imprese agricole presenti sul territorio del Comune di Palazzolo Acreide sono dunque di piccola dimensione e per lo più a conduzione familiare. Nell’economia globale del comparto l’allevamento fornisce un contributo significativo, soprattutto per quanto riguarda i capi bovini e bufalini ed il settore avicolo. Tra i prodotti gastronomici locati più apprezzati, spiccano le salsicce, l’olio Val d’Anapo e l’olio D.O.P. Monti Iblei, il formaggio ragusano D.O.P.. Recentemente sono state individuate tartufaie di eccellente qualità, tanto da avviare un apposito studio con la Facoltà di Agraria di Palermo.

  • L’artigianato

Nel 2001 l’attività artigianale è presente nel Comune di Palazzolo Acreide con 230 imprese (dati comunali), a fronte delle 169 registrate nel 1996 (Fonte ISTAT). Positivo appare dunque l’andamento temporale di questo settore, trovando dal 1996 al 2001 saldo attivo del 36% di nuove imprese create e registrando ad oggi circa mille addetti.

  • Il patrimonio ambientale-paesaggistico

Accanto alla pregevole architettura barocca presente all’interno del circuito urbano (due esempi particolarmente significativi del potere ecclesiastico sono la chiesa di S. Sebastiano e dei SS. Pietro e Paolo), il territorio di Palazzolo Acreide offre al turista paesaggi di notevole suggestione: la Valle dell’Anapo, solcata dal fiume omonimo, con una vegetazione a macchie arbustive e nel fondovalle i platani orientali. Meritano di essere considerati anche le cave di Cardinale e dal bosco di Baulì, nei cui ambiti sono presenti ricche ed interessanti flora e fauna e la Riserva Naturale Orientata di Cava Grande del Cassibile che, pur non rientrando nei confini amministrativi della città, si trova nelle sue immediate vicinanze.

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