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Il
nuovo
album
sarà
presentato
venerdì
20
gennaio
alla
libreria
Feltrinelli
di
piazza
Piemonte
a
Milano.
“Ovunque
proteggi”
contiene,
alla
traccia
numero
sei,
il
brano
“L’Uomo
Vivo
(Inno
al
Gioia)”
dedicato
al
Cristo
Risorto
di
Scicli
Sarà
presentato
dopodomani,
venerdì
20
gennaio,
alle
18,30,
alla
libreria
Feltrinelli
di
piazza
Piemonte
a
Milano
il
nuovo
album
di
Vinicio
Capossela,
dal
titolo
“Ovunque
proteggi:
Gioia,
salmi,
naufragi,
meduse
e
minotauri”.
L’album
contiene
la
canzone
“L’Uomo
Vivo
(Inno
al
Gioia)”
dedicata
al
Cristo
Risorto
di
Scicli.
La
traccia
è
stata
registrata
a
Scicli
il
18
agosto
scorso
con
la
banda
municipale
Pietro
Lorenzo
di
Busacca,
e
la
partecipazione
straordinaria
di
Roy
Paci,
trombettista
di
Manu
Chao.
L’album
è
stato
prodotto
da
Pasquale
Minieri,
produttore
di
Lucio
Battisti,
Fabrizio
De
Andrè
e
Claudio
Baglioni.
Minieri
ha
seguito
personalmente
l’incisione
del
brano.
Volontà
di
Capossela
era
infatti
di
mantenere
quanto
più
fedele
possibile
la
resa
dell’atmosfera
della
Pasqua
di
Scicli.
Da
qui
il
desiderio
di
registrare
nella
cittadina
barocca
il
brano
dedicato
al
“Gioia”,
come
qui
viene
chiamato
il
Cristo
Risorto.
Il
brano
è
preceduto
da
“Il
Rosario
della
Carne”,
un
rosario
laico
che
Capossela
recita
indugiando
sul
rapporto
tra
la
carne
e
il
desiderio
di
vita
eterna.
In
questa
scelta
poetica
ha
sicuramente
avuto
un
peso
la
circostanza
che
il
Cristo,
secondo
tradizione,
veniva
portato
a
spalla
dai
macellai
della
città.
In
anteprima
pubblichiamo
il
testo
de
“L’Uomo
Vivo”.
L'UOMO
VIVO
(INNO
AL
GIOIA)
Ha
lasciato
il
Calvario,
il
sudario
ha
lasciato
la
Croce
e
la
pena
si
è
levato
il
sonno
di
dosso
e
adesso
per
sempre
per
sempre
è
con
noi
Se
il
Padreterno
l’aveva
abbandonato
ora
i
paesani
se
l’hanno
accompagnato
che
grande
festa
poterselo
abbracciare
che
grande
festa
portarselo
a
mangiare
Ha
raggi
sulla
schiena
e
irradia
Gioia
le
dita
tese
indicano
Gioia
esplodono
le
mani
per
la
Gioia
si
butta
in
braccio
a
tutti
per
la
Gioia
E’
pazzo
di
Gioia,
è
l’Uomo
Vivo,
si
butta
di
lato,
non
sa
dove
andare
che
è
pazzo
di
Gioia,
è
l’Uomo
Vivo
di
spalla
in
spalla,
di
botta
in
botta
le
sbandate
gli
fanno
la
rotta
Alziamolo
di
peso
gioventù,
facciamolo
saltar
fino
a
che
arrivi
in
cima,
fino
al
ciel,
fino
a
che
veda
il
mar
fino
a
che
veda
che
bellezza
è
la
vita
e
mai
dovrebbe
finir
Barcolla,
traballa,
sul
dorso
della
folla
si
butta,
si
leva,
al
cielo
si
solleva,
con
le
tre
dita
la
via
pare
indicare
nemmeno
lui
nemmeno
lui
sa
dove
andare
Barcolla,
traballa,
al
cielo
si
solleva
Con
le
tre
dita
tre
vie
pare
indicare
Perché
è
pazzo
di
Gioia,
è
l’Uomo
Vivo
si
butta
di
lato,
non
sa
dove
andare
di
corsa
a
spasso
va
senza
il
ritegno
va
il
Cristo
di
legno
non
crede
ai
suoi
occhi,
non
crede
alle
orecchie
nemmeno
il
tempo
di
resuscitare
subito
l’hanno
portato
a
mangiare
Ha
raggi
sulla
schiena
e
irradia
Gioia
si
accalcano
di
sotto
per
la
Gioia
esplodono
le
mani
per
la
Gioia
lo
coprono
i
garofani
di
Gioia
Gioia,
Gioia,
Gioia
viva
per
noi
Gioia,
Gioia,
Gioia
viva
per
noi
Gioia,
Gioia,
Gioia
viva
per
noi
Di
là,
no
di
qua,
di
là,
di
qua,
no,
di
là
Gioia,
Gioia,
Gioia
E’
pazzo
di
Gioia,
è
l’Uomo
Vivo,
esplode
la
notte
in
un
battimano
per
il
Cristo
di
legno
che
Cristo
con
me
è
ritornato
Cristiano
Barcolla,
traballa,
sul
dorso
della
folla
Fino
a
che
arrivi
in
cima,
fino
al
ciel,
fino
a
che
veda
il
mar
Fino
a
che
veda
che
bellezza
è
la
vita
e
mai
dovrebbe
finir
Gioia,
Gioia,
Gioia,
Gioia,
Gioia,
Gioia.
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