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In giro tra le cento chiese di Modica

L'aspetto urbanistico è tardo barocco, quasi interamente risalente al dopo terremoto del 1693, ma con influenze ottocentesche e liberty - L'imponente duomo, che presenta un'ardita facciata a torre, si erge alla sommità di un'ampia e scenografica scalinata
 

di Dario Raffaele

Situata nella zona meridionale dei Monti Iblei, Modica si offre ai propri visitatori come una città singolare e sorprendente.
E' divisa in due aree: Modica alta, le cui costruzioni scalano quasi le rocce della montagna, e Modica bassa, giù nella valle, dove un tempo scorrevano i due fiumi Ianni Mauro e Pozzo dei Pruni e dove ora è situato il Corso Umberto, principale strada e sito storico della città. L'aspetto urbanistico è decisamente tardo barocco, quasi interamente risalente al dopo terremoto del 1693, ma con influenze ottocentesche e liberty.

Poco è rimasto delle epoche precedenti come il portale gotico della Chiesa del Carmine, le rovine della Chiesa di Santa Maria di Gesù, risalente al XVI secolo; la Cappella del Sacramento, del XV secolo; la Chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore, del XII secolo.

Ciò che rende la città così unica e affascinante tanto da farle meritare il riconoscimento dell'Unesco di "Patrimonio Mondiale dell'Umanità" è, in primo luogo, l'aspetto barocco e poi la presenza di pittoreschi vialetti e stradine, costellati di vecchie botteghe, casupole o ricchi palazzi.

Nella parte bassa della città è possibile ammirare maestosi duomi e splendide chiese, come ad esempio la Chiesa della Madonna delle Grazie rimasta incompleta. La facciata è adornata da splendide decorazioni, mentre il portale d'ingresso è sovrastato dallo stemma dell'antica Contea di Modica. L'interno invece, è suddiviso in tre navate e le pareti sono affrescate. Nell'altare maggiore in marmo è custodita l'immagine sacra in ardesia della Madonna che nel 1709 liberò la città dalla peste.

La Chiesa è annessa all'antico Convento dei Mercedari che ospita il Museo Civico (con reperti archeologici del periodo Paleolitico e Cristiano) e il museo Ibleo delle arti e delle tradizioni popolari dove sono custoditi strumenti tipici utilizzati in passato nelle antiche botteghe artigiane.
Su corso Umberto si trova invece, la chiesa del Carmine, ex convento dei carmelitani, edificata con molta probabilità intorno al XV secolo. Della struttura originale rimane uno splendido portale ed un sontuoso rosone. La pianta è ad un unica navata e presenta altari su entrambi i lati, uno dei quali contiene la celebre Annunciazione scolpita dal Gagini nel XVI secolo. Dopo il terremoto del 1693 che distrusse gran parte dell'edificio, la parte superiore venne ricostruita con il campanile ed una nicchia per la Madonna.

Chiesa di San PietroL'altare maggiore in legno è scolpito con stucchi in rilievo, opera di artigiani locali. Su Corso Umberto si trova pure la Chiesa della Madonna del Rosario, edificata nel 1361 assieme al convento, e quella di S. Maria di Betlemme, vicino la piazza Principe di Piemonte, risalente al 400, che accoglie un bellissimo presepe in terracotta realizzato da Padre Benedetto Papale, nel 1882. Oltre 60 statue di terracotta provenienti da Caltagirone riproducono antiche e caratteristiche scene familiari nella cornice di splendidi paesaggi realizzati in pietra, cera, sughero e legno.

Di grande interesse la Chiesa di San Pietro risalente al 1300 anch'essa ricostruita dopo il terremoto. La facciata si presenta molto raffinata con la monumentale scalinata abbellita dalle statue dei 12 apostoli ai lati. Poco lontano si trova la piccola chiesa di S. Nicolò Inferiore. Si tratta in sostanza di una grotta interamente affrescata con pitture risalenti al XIV - XV secolo.

Proseguendo verso la stazione ferroviaria e risalendo la collina dell'Idria ci si imbatte nella cinquecentesca chiesa di S. Francesco, la cui facciata si presenta piuttosto semplice. La pianta è a unica navata con un bellissimo altare in legno scolpito. Accanto sorge un convento con un chiostro.

Salendo verso Modica alta si incontra uno degli emblemi del barocco siciliano post-terremoto: si tratta del Duomo di S.Giorgio, costruito nella prima metà del Settecento su progetto di Rosario Gagliardi. L'imponente duomo, che presenta un'ardita facciata a torre, si erge alla sommità di un'ampia e scenografica scalinata. L'originale struttura risalirebbe all'alto Medioevo, e sarebbe poi stata distrutta dagli Arabi, durante un loro attacco. Fu fatta ricostruire da Ruggero il Normanno all'inizio del XII secolo e poi ancora fu ricostruita in seguito ai terremoti del 1613 e del 1693 che avevano colpito l'intera Val di Noto.

L'edificio è a cinque navate ed è ricca di ornamenti artistici, di stucchi e dipinti preziosi, come gli "Eventi del Vangelo e della vita di S.Giorgio", realizzato da Girolamo Aliprandi nel 1513, conosciuto come il Raffaello di Sicilia.
Da ricordare anche che nel tesoro della Chiesa è custodita la "Santa Arca", un opera d'arte rivestita in argento, che contiene le reliquie del Santo. Da ammirare poi, l'organo a canne del 1885, l'altare d'argento intarsiato con scene della vita di S.Giorgio e S. Ippolito, il coro intagliato risalente al 1630 e il grandioso polittico del 1513 dell'altare centrale.

Nel 1818 fu costruita la splendida scalinata con 250 gradini che introduce alla pittoresca facciata.
A fianco della Cattedrale di San Giorgio è possibile ammirare Palazzo Polara, anch'esso in stile barocco, introdotto da un'elegante scalinata che accoglie una galleria d'arte permanente.
A Modica alta si trova pure la Chiesa di S. Giovanni, posta al vertice di un'ampia scalinata lungo la quale si elevano ventisei pilastri che sorreggevano un tempo altrettante statue: oggi ne restano soltanto tre.

Ma per ammirare la chiesa più antica e caratteristica di Modica, bisogna spostarsi fuori città, sulla strada che conduce a Scicli e raggiunge un piccolo boschetto di pini ed eucalipti. Qui sorge la chiesetta di S.Giacomo, costruita intorno al XIV secolo e rimasta pressoché intatta.
Le forme sono semplici ma armoniose, con un piccolo e modesto campanile e due portali ogivali privi di decorazioni. All'interno si trovano i resti di un affresco raffigurante "l'Altissimo fra gli angeli" e un antico e sobrio altare in pietra del luogo.

 

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