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di Marco
Iapichino
SIRACUSA –
Si è tenuta
presso l'ex
Convento del
Ritiro, in
Siracusa, la
presentazione
ufficiale
del X Corso
internazionale
di Storia
dell'architettura,
organizzato
dal Centro
internazionale
di studi del
Barocco. A
dare il
benvenuto
inaugurale
ai presenti,
provenienti
dai maggiori
atenei
italiani, a
causa
dell'improvvisa
assenza del
sindaco
Bufardeci, è
stato il
direttore
scientifico
Lucia
Trigilia,
insieme a
Paola
Pelagatti
che, già
sovrintendente
ai Bb.Cc.
del Comune
di Siracusa
negli anni
'70 ed oggi
membro della
rinomata
Accademia
dei Lincei,
introducendo
i lavori, ha
sottolineato
come «Il
carattere di
trasversalità
che
caratterizza
gli studi
locali, che
inglobano
discipline e
realtà
diverse da
loro,
permette
ulteriori
possibilità
di
approfondimento
negli studi,
soprattutto
per la
formazione
di giovani
studiosi
altamente
rappresentativi
del panorama
non solo
nazionale,
ma del
bacino
mediterraneo
più in
generale».
Cosa fa
nascere
dunque in
Sicilia il
desiderio di
scoprire e
conservare?
Il
viaggiatore
Jean Houel
scriveva che
erano "i
discorsi e
gli scritti
dei
viaggiatori,
animati a
loro volta
dai discorsi
degli
antichi". E
prendendo
spunto da
questa
citazione
che il tema
prescelto
per questo
decimo corso
è stato "Siracusa
antica e
moderna: il
Val di Noto
nella
cultura del
viaggio", e
non a caso
cade in
contemporanea
con l'inserimento
di Siracusa
e Pantalica
nella lista
dei siti
Unesco la
cui
ufficializzazione
è avvenuta
in questi
giorni alla
presenza del
Capo dello
Stato
Ciampi.
Le giornate
di studio
hanno così
predisposto
un viaggio
intellettuale
per
ripercorrere
le vicende
storiche di
Siracusa,
dall'antica
Hyblon
pre-ellenica
alla
Siracusa del
terzo
millennio,
condotto
alla
presenza di
illustri
relatori che
hanno
condotto i
lavori nei
quattro
giorni: dal
professore
Fagiolo
dell'Università
di Roma,
Massimo
Cultraro del
Centro
nazionale
delle
Ricerche,
Mariarita
Sgarlata da
Cassino,
Vladmir
Zorich della
Lumsa, il
siracusano
Salvatore
Adorno, a
Ugo Cantone,
preside
della
facoltà di
Architettura
di Siracusa,
solo per
citarne
alcuni, ma
l'elenco
sarebbe
davvero
molto più
vasto. Si
diceva
dunque che
il vero filo
rosso è
stato il
viaggio: ma
accanto a
quello
seminariale
condotto in
aula, i
partecipanti
hanno anche
ripercorso
fisicamente
le tappe di
quegli
itinerari
descritti
dai
viaggiatori
antichi:
sono state
previste
visite di
studio nella
zona
archelogica
di Neapolis,
ad Ortigia,
nel Val di
Noto, a
Pantalica e
al Museo
Archeologico
intitolato a
Paolo Orsi,
che nel 1915
iniziò i
primi studi
proprio su
Pantalica.
Perché il
tema del
viaggio
nella storia
è così
importante
per lo
studio della
Sicilia e di
Siracusa in
particolare?
Perché nel
viaggio si
intersecano
elementi
diversi e
variegati:
paesaggi
naturali,
architettura,
storia,
cultura, e
tanto altro
che oggi
invece
delude i
desideri dei
novelli
viaggiatori
in cerca di
rinnovate
emozioni
classiche.
Ecco che il
corso di
studi ha
cercato di
dare una
risposta
proprio a
questo
dilemma oggi
più vivo che
mai: dove e
come poter
leggere
ancora oggi
il fascino
della città
e il nesso
tra essa e
le memorie
del suo
passato?
Lucia
Trigilia ne
ha indicato
la strada
nel corso
dei quattro
giorni: «Il
fine di
questo ciclo
di studio è
dare un
ulteriore
stimolo alla
ricerca sul
nostro
patrimonio,
offrendo
un'importane
occasione di
crescita al
progetto
culturale e
civile
condiviso
dagli
studiosi in
primis ma
anche e
soprattutto,
negli ultimi
anni, dalla
classe
politica».
Ma alla luce
di una
rinnovata
vocazione
turistica,
come
avvicinare
elementi
così
diversi,
attraverso
un piano di
studio
comune,
capace di
offrire ai
politici un
programma
per una
gestione
ottimale
degli
stessi?
La palla
dunque,
lanciata
alle
amministrazioni
comunali, è
stata
raccolta in
occasione
della tavola
rotonda
conclusiva
che, nel
quadro delle
prospettive
aperte dal
recente
riconoscimento
Unesco, ha
affrontato
il ruolo di
Siracusa nel
processo di
sviluppo
turistico-culturale
della
Sicilia
orientale,
alla
presenza del
Sottosegretario
ai Bb.Cc.
Nicola Bono,
dell'assessore
al Turismo
della
Regione
Fabio
Granata, il
presidente
della
Provincia
Marziano, il
sindaco
Bufardeci e
il
sovrintendente
ai Bb.Cc.
del comune
Mariella
Muti. Nel
nome del
passato
glorioso di
Siracusa e
sotto
l'egida
dell'Unesco,
tutte le
forze
politiche si
sono dunque
dimostrate
compatte e
disponibili:
l'importante
è non
dimenticarsi
che Siracusa
non è solo
il teatro
greco ed
Ortigia, ma
ben altri
sono i
problemi
della città
che
necessitano
di una
rapida
soluzione.
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