Benvenuti Turismo
i nostri servizi  Arte 
CONTACTS
SUD EST SICILIA ALLOGGIARE
EVENTI  NOTIZIE 

Che cosa può dare più conforto allo spirito, può sollecitare di più l'immaginazione e rigenerare di più un corpo stanco di un incantevole paesaggio e di una bella musica?

I pomeriggi musicali da Novembre 2005 Palazzo Busacca ore 19.30

LE    ULTIME NEWS DAL MONDO DEL TURISMO

 


Ucria: la città dei musei nebroidei

Le fonti storiche ci narrano che a fondare il paese sarebbero stati i Greci, mentre il nome deriverebbe dall'arabo "O cria" - La città ospita il museo etnostorico dei Nebrodi Gullotti, quello della cartapesta Giampistone ed infine quello delle Arti Tradizionali in Sicilia

di Antonella Guglielmino

Andando tra le dolci montagne dei Nebrodi visitiamo il museo etnografico Gullotti e il museo di cartapesta ed il museo tipologico delle arti tradizionali in Sicilia che si trovano ad Ucria, la città dei musei. Secondo certe fonti storiche, a fondare il paese sarebbero stati i Greci, mentre il nome deriverebbe dall'arabo "O CRIA" che significa "il villaggio". È certo comunque che il sito in cui il paese sorge è stato abitato fin dai tempi più remoti, come attesta il ritrovamento presso la vicina Rocca di San Marco (grande monolite in arenaria) 1.202 metri s.l.m. di reperti archeologici (di selcite e quarzite) risalenti al paleolitico e monete romane risalenti al 215 A.C. sono state rinvenute in località Orelluso a valle della Rocca di San Marco. La leggenda popolare vuole che la cittadina sia stata eretta dai superstiti di un precedente villaggio esistente sul Monte Castello, andato distrutto non si a bene quando e per quale ragione.
Le tracce di due torri saracene rinvenute in zona la prima nella periferia Nord del paese, l'altra in località San Giovanni, circa 2 Km a valle del centro, dimostrano non solo che il borgo esisteva al tempo dei degli Arabi, ma anche che lo stesso rivestiva di notevole importanza strategica in quanto rappresentava uno dei passaggi obbligati per quanti dalla costa intendessero penetrare verso l'interno.In epoca Normanna Ucria è feudo di Abbone Barresi, al quale seguono in tempi diversi membri delle famiglie Campisano, Perollo, Aragona, Peralta, Abate, Pagano, Alliata. I feudatari governavano col titolo di Barone e, a partire dal 1670, col titolo di Principe.
Sebbene ufficialmente abolito all'inizio del XX secolo, il sistema feudale ad Ucria si protrae fin quasi al secondo conflitto mondiale.

Museo Etnostorico dei Nebrodi "A. Gullotti"
Istituito nel 1985, il Museo è una struttura distaccata del Centro Internazionale di Etnostoria. Il Museo propone etnoreperti, fondamentalmente espressivi della tradizione contadina dei Nebrodi, come pure della vita dei centri incastonati su questi monti, peraltro poli di attività artigianali e commerciali, molto importanti nell'economia locale.
Ingresso: all'ingresso, sulla parete di sinistra, un servizio fotografico di Giuseppe Rigoli offre significativi squarci paesaggistici: la campagna, talune culture nebrodensi e, insieme, immagini del paese di Ucria e della gente.A destra un edicola votiva simile a quelle che solevano presidiare il territorio. Ed ancora, in alto sulla parete, un ulteriore emblema di protezione: un fascio di spighe di grano, per propiziare magicamente il lavoro ed il raccolto.
Infine sulla parete di fondo, "u carru mattu", eccezionale arcaico mezzo di trasporto per persone e merci.
Corridoio: nel corridoio, referente è il lavoro della donna, ripensato osservando i tanti suoi emblemi.
Dalla ricostruzione del forno, all'armamentario per la preparazione del pane, le lavorazioni per le conserve, gli altri attrezzi che definiscono il ruolo di "vivandiera" della donna, quelli per tessere, per ricamare e per accudire in generale le faccene domestiche, insieme testimoniano il ruolo della donna epicentro del lavoro domestico, non a caso definita "la padrona di casa".

La sala del trapano a volano
Com'è noto la pastorizia, l'allevamento, l'agricoltura, lo sfruttamento del legname, insieme la lavorazione della pietra e dei metalli, sono le voci essenziali del reddito della comunità Ucriese.
Il lavoro attraverso i segni del contadino, del curatolo, del falegname, dello scalpellino, del fabbro.

La Saletta Ucria
La saletta Ucria con le sue testimonianze racconta al visitatore una delle attività tipiche di questa zona. La coltura dei noccioleti, attività dove il lavoro femminile si intreccia con quello maschile.

La sala delle mani
Nell'ultima sala, connotata dalle mani di cartapesta del maestro Giampistone, i simboli più suggestivi del tempo del borgo, definito dalla nascita della società dei servizi, con conseguenti nuovi modelli di comportamento nuovi modelli culturali.
A emblematizzare l'universo dei mestieri in una siffatta società, ecco gli strumenti di due mestieri tipo: quello dei barbiere e quello del calzolaio.

Museo della Cartapesta "Giampistone"
Il Centro Internazionale di Etnostoria, n questo ulteriore settore museale dedicato alle maschere etnologiche in cartapesta, offre un segnale di apertura verso gli altri popoli e le altre culture, accogliendo in modo permanente l'arte delle società indigene.
Le tantissime maschere appartenenti a gruppi umani di tutti i continenti che il maestro Giampistone ha fedelmente riprodotto e che trovano adeguata collocazione nel Museo, si caricano del respiro delle culture che le usano e ci appaiono lontane e differenti nella nostra cultura occidentale.
Ma è con tali differenze che occorre interagire e confrontarsi, recuperando la ricchezza della diversità.

Museo Tipologico delle Arti Tradizionali in Sicilia
Questo polo museale intende comunicare, nella proposta dei suoi "artefatti" non solo i messaggi che si legano ad oggetti recepiti nel loro valore d'uso (manufatti) ma, soprattutto, messaggi che sottolineano significati simbolici.
Molti gli etnoreperti che si legano al mondo della donna e della casa intesa come sede della famiglia, con le attività lavorative domestiche più note (filatura, tessitura, ricamo, sfilato etc.).
Un antico telaio, vari oggetti in terracotta e ceramica per individuare lo sviluppo delle forme dei contenitori.
Nel museo sono anche presenti "cartelloni" del la tradizione del teatro catanese dei pupi (cartelloni battuti) e "cartelloni"della tradizione palermitana dei cantastorie.
Il Museo si completa con testimonianze della religiosità popolare in Sicilia, tipica nel culto dei santi, attraverso immagini sacre e oggetti votivi.

accueil