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Che cosa può dare più conforto allo spirito, può sollecitare di più l'immaginazione e rigenerare di più un corpo stanco di un incantevole paesaggio e di una bella musica?

 


 

  • 'Il miracolo del Parco

Regalbuto 02/09/05 – Riportiamo quanto pubblicato in data odierna a firma di uno dei più prestigiosi giornalisti, Tony Zermo, del quotidiano La Sicilia, sulla nascita del ‘Parco Tematico’.
“ Il paese miracolato che non sapeva della fortuna di avere sotto i piedi un lago artificiale carico d'oro. Oggi i ragazzini in quel lago ci vanno a fare il bagno, ma quando ospiterà il più grande Parco divertimenti del Mediterraneo allora sì che i bambini faranno ohoo!, che meraviglia, che meraviglia, perché ci saranno centinaia di arrivi ogni giorno, e gireranno i trenini e le canoe e gli indiani gareggeranno con le legioni romane, mentre più in là i golfisti giocheranno sul campo da 27 buche.
Siamo tornati qui perché a furia di scrivere del Parco di Regalbuto era anche giusto rivederlo da vicino questo paese di 7700 abitanti devoti di San Vito, con qualche bellissima chiesa e un ex convento del 1400 restituito alla fruizione pubblica, orgoglio del sindaco Nunzio Scornavacche. Il lago che brilla al sole e che si trova a quota 300 sul mare (mentre il paese è a 525) appartiene alla Regione siciliana, la gestione per l'uso irriguo è dell'Esa e per l'uso elettrico dell'Enel. Le acque del Pozzillo (141 milioni di metri cubi), finito di costruire nel '58, irrigano essenzialmente i terreni della Piana di Catania perché qui siamo quasi al confine con Adrano.
A Regalbuto ci siamo arrivati in meno di un'ora percorrendo 35 chilometri di autostrada per Palermo sino allo svincolo di Catenanuova, «protettorato» di Mario Mazzaglia, poi tredici chilometri sino a Regalbuto. Strade difficili perché bisogna passare dentro il cuore di Catenanuova e di Regalbuto e quei tredici chilometri che dividono i due paesi sono tortuosi e in salita. «E' chiaro che ci vorrà un intervento pubblico sia della Regione e sia dell'Unione europea - dice il sindaco -, per Catenanuova ci sarà un bypass altrimenti quel paese resterebbe ingolfato, mentre la provinciale che porta a Regalbuto dovrà essere allargata e qualche curva eliminata. Ma non si tratta di grosse spese perché ai margini non ci sono costruzioni, né terreni coltivati. I turisti non passeranno da Regalbuto, ma dalla circonvallazione già realizzata per 800 metri e che si deve solo completare, i lavori sono stati già banditi».
La gente ora si è convinta che il miracolo ci sarà?
«Qualche perplessità è derivata dal fatto che i compromessi per la vendita dei terreni sono scaduti il 31 dicembre 2003. Bisognerà rinnovarli».
E se c'è qualcuno dei proprietari dei terreni che vuole approfittare della situazione alzando il prezzo?
«Questo rischio non esiste perché già nel compromesso scaduto i terreni erano stati valutati 5 volte il loro valore, cioè 5000 lire il metro quadrato. Se spunterà fuori qualche caso, trattandosi di un'opera pubblica, ricorreremo agli espropri, ma non ce ne sarà bisogno. Piuttosto invito tutti a stare guardinghi, ad accertarsi a chi vendono, con chi trattano, Regalbuto è un paese abbastanza tranquillo, un tempo ci vivevano in pace saraceni e cristiani, ma i furbi e i mascalzoni ci sono dappertutto».
Fatti i calcoli saranno necessari una ventina di miliardi di vecchie lire per l'acquisizione dei 280 ettari del Parco tematico e finiranno tutti in banca, «sotto 'a visola». E solo allora, quando l'emissario di Atlantica Invest verrà con la borsa piena a pagare i terreni, tutti ci crederanno davvero e sarà una festa.
C'è stato un momento, un anno addietro, in cui tutto era saltato in aria. «E non avevo capito perché - dice il sindaco -. Forse Sviluppo Italia non aveva calcolato che gli investitori stranieri chiedevano il contributo del 20%, ma avrebbero corrisposto molto di più in Iva e altre tasse? Possibile un simile errore di valutazione? Poi per fortuna è andato tutto a posto con il ridimensionamento». Ridimensionamento che è consistito in questo: 280 ettari invece di 326, investimento di 600 milioni di euro invece di 820, due alberghi in meno e al loro posto la club house del golf divisa in due alberghi: il che in parole povere vuol dire 2500 posti letto invece di 5000. Se le cose andassero alla grande, come tutti sperano, saranno gli stessi investitori a costruire le altre strutture ricettive. Certo che le traversie non sono mancate «persino il Sic - dice l'assessore Ivan Intraguglielmo -, una sorta di divieto a costruire perché sito di interesse comunitario in quanto era prevista una graminacea. Poi l'assessore Parlavecchio ha sanato l'assurdità, ci sono stati i sostegni di Micciché e di Cuffaro e ora si aspetta solo di partire con il pagamento dei terreni».
Lo spettacolo è bellissimo dall'hotel Miralago: sulla sinistra i capannoni dove si lavora la plastica (500 dipendenti), il campo sportivo, poi una sorta di isolotto chiamato il Medico Tampone, di fronte le chiuse di una delle dighe più grandi d'Europa e lo sguardo arriva a una cresta collinare al di là della quale ci sono i 90 ettari destinati al golf. Non solo questo: con vicine le bellezze archeologiche di Piazza Armerina, di Aidone-Morgantina la Pompei di Sicilia, Siracusa, la Valle dei Tempi, l'Etna e Taormina, il Parco di Regalbuto con i suoi alberghi a 50 euro può fare spiccare il volo al turismo. Chiamatelo pure miracolo.

La scheda di Salvo Cardaci:
L'invaso di Pozzillo, oasi con 141 milioni di metri cubi d'acqua
Con un centro storico impreziosito da chiesette intagliate e un quartiere saraceno fitto di stradine e vicoli, Regalbuto è un paese da scoprire. Situato a 50 km da Enna e 57 da Catania, quasi nell'estremo orientale della provincia di Enna, alla quale appartiene dal 1926, confina a nord con Troina, ad ovest con Agira e Gagliano Castelferrato, ad est con i territori di Catenanuova, Centuripe e Randazzo. Ha poco meno di 8 mila abitanti. Dal punto più alto del paese si gode un bel panorama sverso l'Etna e verso il lago Pozzillo. L'invaso è quasi al limite della catena montuosa dei Nebrodi. A pochi chilometri scorre il fiume Salso che, prima di confluire nel Simeto, ha subito uno sbarramento per la costruzione della diga Pozzillo, la quale ha modificato completamente il paesaggio; in primavera, rappresenta un'oasi di riposo per la bellezza del paesaggio e la mitezza del clima; la poca distanza dal centro abitato consente di visitare Regalbuto, apprezzare la quiete delle sue strade e ammirare le chiese ed i monumenti, mentre l'Etna con la sua maestosità, si prospetta ad est, verso la riva destra del lago Pozzillo. In relazione all'alto coefficiente di deflusso, legato alle caratteristiche di impermeabilità della più parte dei tipi litologici presenti lungo il fiume Salso, nel 1955 fu iniziata la costruzione di uno sbarramento in corrispondenza della contrada Pozzillo. La diga Pozzillo o lago Orcel, costruita per conto dell'Ente di Sviluppo Agricolo ed attualmente in esercizio Enel, è stata ultimata nel 1959. Con una altezza massima di 56,5 metri ed uno sviluppo di 319 metri, sottende un bacino imbrifero di 580 kmq con una capacità utile di oltre 141.000.000 di metri cubi d'acqua. Le sue acque sono utilizzate sia per l'irrigazione degli agrumeti lungo il corso del fiume Salso e nella piana di Catania, sia per la produzione di energia elettrica, mediante centrali che sfruttano un potenziale energetico di 8.010 kwh. L'economia di Regalbuto in questi ultimi anni si è modificata. L'attività agricola non è più fiorente come nei tempi passati (agrumi, grano e cereali), si è ampliato, invece, l'allevamento di ovini e bovini. L'artigianato è ridotto al minimo, mentre sono nati alcuni insediamenti industriali, in prevalenza nella lavorazione della plastica e della gomma.

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