Benvenuti Turismo
i nostri servizi  Arte 
CONTACTS
SUD EST SICILIA ALLOGGIARE
EVENTI  NOTIZIE 

Che cosa può dare più conforto allo spirito, può sollecitare di più l'immaginazione e rigenerare di più un corpo stanco di un incantevole paesaggio e di una bella musica?

I pomeriggi musicali da Novembre 2005 Palazzo Busacca ore 19.30

LE    ULTIME NEWS DAL MONDO DEL TURISMO

 


 Naro dalle antiche origini arabe

Naro, pittoresca ed antica Città della Sicilia in provincia di Agrigento, è situata a 596 metri di altitudine sul livello del mare sulla sommità di un colle isolato da tre lati.
Il nome Naro deriva dal greco Naron che significa "fiume" poiché nelle vicinanze scorre l'omonimo fiume. Il nucleo antico della città sorse nel XII secolo su un casale arabo già preesistente. Nel 1233 il sovrano Federico II di Svevia la assurse a città regia denominandola "fulgentissima" per la sua fortunata posizione strategica da cui dominava un vasto territorio. Solo a partire dal XIII secolo venne edificata una cinta muraria all'interno della quale nacque il centro urbano tutt'oggi visibile. Durante il Medioevo il borgo appartenne alla nobile famiglia dei Chiaramonte che fecero innalzare alcuni fra i più sontuosi edifici presenti nella cittadina. Nel 1398 Naro fu riannessa come città demaniale e cosi rimase anche nei secoli seguenti.

A coloro che vogliono visitarla suggeriamo tre diversi itinerari che porteranno alla scoperta di diversi e suggestivi angoli del paese tra monumenti medioevali e barocchi, resti preistorici, sicani, greco-romani, bizantini, arabo-normanni e aragonesi.

Castello dei ChiaromonteItinerario Medioevale
La prima tappa del nostro itinerario medievale è rappresentata dallo splendido Castello dei Chiaromonte, dichiarato monumento nazionale nel 1912. Costruito, durante il XII secolo, sulle rovine di un precedente fortilizio arabo, il castello si adagia su un colle ad un'altitudine di 600 metri sul livello del mare dal quale si può godere di un panorama straordinario. La struttura, che occupa una superficie di 1460 metri fu ristrutturata nel 1330 da Federico III d'Aragona che la arricchì con un mastio, una torre quadrata adibita ad abitazione e difesa. Nel lato orientale la torre porta lo stemma della famiglia Aragona, con due bifore tipicamente gotiche che illuminano la Sala del Principe, al primo piano.
Poco lontano dal maniero si trovano invece, le rovine dell'antico Duomo normanno fatto costruire da Ruggiero d'Altavilla nel 1089 su una preesistente moschea e ormai in stato di abbandono. Questo divenne Madrice solo nel 1174 mentre nel 1398 fu elevato al rango di Duomo. Nello stesso periodo la struttura fu completata dalla Cappella maggiore e ristrutturata successivamente intorno al 1565 da Bernardo Lucchesi Palli. Si accede al Duomo mediante una maestosa scalinata del '700, preceduta da 209 scalini che simboleggiano il duro percorso che l'uomo deve compiere per arrivare alla salvezza dell'anima. La terza tappa del nostro percorso medioevale è la Porta d'oro. Oggi, essa rappresenta l'unica porta d'accesso (delle sei che esistevano lungo la muraglia che nel Medioevo circondava la città) che si è conservata nel tempo. Le mura delimitavano un'area romboidale. Costruite nel 1263 furono restaurate nel 1482, ma con il venir meno delle necessità difensive, nel '700 fu avviata una progressiva distruzione delle mura urbiche.
La denominazione Porta d'Oro deriva dal ricco valsente che proveniva dai commerci del vicino ghetto degli Ebrei, e dal frumento che proveniva dalle campagne sottostanti.
Interno della Chiesa di Santa CaterinaDa non perdere la Chiesa di Santa Caterina. La chiesa, vide la sua inconfondibile semplicità tipica del tardo gotico essere sostituita con lo stile barocco nel 1725, ma grazie all'interesse del conte Alfonzo Gaetani nel 1937 e successivamente nel 1959 a cura della Sovrintendenza ai Monumenti, furono riportate alla luce le sue pure linee gotiche. Fatta edificare sui resti di un antica moschea da Matteo Chiaromonte nel 1336. In pietra arenaria, presenta una struttura rettangolare che si sviluppa in tre navate longitudinali separate da 14 pilastri e archi a sesto acuto, con soffitto ligneo a capriate. Splendido il fonte battesimale in marmo del XV secolo di autore ignoto.

Itinerario Barocco
Durante il '600 Naro raggiunse il suo massimo splendore arricchendosi di diversi monumenti barocchi. Tra questi ricordiamo la Chiesa del SS. Salvatore in via Dante, a cui un tempo era annesso il Monastero delle Benedettine.
Fatta erigere per volontà del re Martino il Giovane nel 1398, durante il periodo barocco subì varie trasformazioni e la zona inferiore della facciata fu arricchita da intagli di tufo che le conferirono un aspetto tipicamente spagnolo. A fianco della Chiesa nel 1750 fu edificato il campanile rimasto incompleto.
Proseguendo per via Dante si incontra la Chiesa di San Nicolò di Bari, edificata nel 1618, poco più avanti si trovano la Chiesa Madre e il Collegio dei Gesuiti, costruiti rispettivamente tra il 1610 e il 1619 per opera di padre Gaspare Paraninfo della Compagnia di Gesù. Molte sono le opere custodite nella chiesa provenienti in buona parte dal Duomo. Tra queste lo splendido fonte battesimale a rilievi del 1424 di Nardo da Crapanzano, la Sacra Famiglia, gruppo marmoreo di scuola gaginesca, la Madonna della Catena in marmo di Giacomo Gagini.
In Piazza Favara si trova la Chiesa di Sant'Agostino. Ha una pianta a croce latina con tre navate ed ospita sei pale d'altare del Provenzani, un crocifisso ligneo d'autore ignoto del 1535 e un fonte battesimale del '400. In Piazza Garibaldi sorgono invece la Chiesa e l'ex convento di San Francesco, costruiti nel XIII secolo. Infine proseguendo per il nostro itinerario, in piazza Roma sorge la Chiesa di San Calogero, patrono della città, edificata nel 1559 sulla grotta dove viveva il santo eremita.

Itinerario archeologico
A circa 2 km da Naro, isolato su una rupe, sorge il Castellaccio, costruito su un'antica fortezza edificata dai Sicani nel 1240 a.C. Alcuni storici pensano che il castello sia ciò che resta della Reggia di Cocalo che si trovava nella mitica "Camico", la leggendaria città perfetta progettata da Dedalo e costruita da Cocalo, re dei Sicani, come capitale del suo regno. Anche se si tratta di una leggenda e Camico non è mai stata ritrovata, le fondamenta a blocchi monolitici direttamente scavati nella roccia e l'immaginazione popolare hanno alimentato la convinzione che il mitico regno di Cocalo fosse ubicato qui. Il castello anticamente era circondato da mura ciclopiche di cui oggi restano solo piccole parti ed una torre.

Il mito di Dedalo e Cocalo
Dedalo era un uomo di grande ingegno e a lui si attribuiscono una serie di invenzioni come l'accetta e le vele delle navi ancora sconosciute ai Greci. Era molto famoso pure come architetto e scultore. Geloso di suo nipote Galo, anche lui straordinario inventore, lo scaraventò giù dal tetto di una casa e fu quindi costretto a fuggire da Atene rifugiandosi presso Minosse, re di Creta, che lo accolse con grandi onori. Dedalo ricambiò la cortesia offendendo il re in diversi modi. Prima di tutto costruì per la regina Pasifae la famosa giovenca attraverso la quale la donna riuscì a soddisfare la sua insana passione per un toro di cui si era innamorata e dalla cui unione nacque il Minotauro, poi suggerì ad Arianna l'espediente del filo per fare ritrovare a Teseo la via d'uscita da quell'intrico di corridoi che era il Labirinto, dopo aver ucciso il Minotauro. Minosse allora fece rinchiudere
Dedalo e il figlio Icaro nel Labirinto stesso dal quale l'inventore fuggì costruendosi un paio di ali di cera e piume per sé e un paio per il figlio. Icaro, maldestro, precipitò nel mare perchè avvicinandosi troppo al sole fece sciogliere le sue ali, ma il padre riuscì a raggiungere Cuma, in Campania, dove eresse un magnifico tempio al dio Apollo.
Poi passò in Sicilia e fu accolto dal re Cocalo e dalle sue figlie con molta benevolenza. Minosse lo inseguì e chiese a Cocalo di consegnarglielo, ma le figlie di Cocalo, innamorate di Dedalo, uccisero il re di Creta e l'illustre inventore fu di nuovo libero.

 

accueil