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Che cosa può dare più conforto allo spirito, può sollecitare di più l'immaginazione e rigenerare di più un corpo stanco di un incantevole paesaggio e di una bella musica?

I pomeriggi musicali da Novembre 2005 Palazzo Busacca ore 19.30

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Tutta la magia di San Marco d'Alunzio

Probabilmente abitata già in epoca pre-ellenica giace rannicchiata a 550 m di altitudine, a soli 9 km dalla costa - Ogni periodo della storia siciliana vi ha lasciato le sue tracce, infatti, venne abitata dai greci, dai romani e dai normanni



di Dario Raffaele

Chi va a S. Marco d'Alunzio non può non rimanere affascinato, rapito, da almeno due cose: la spendida veduta che spazia per la costa tirrenica che va da Capo d'Orlando a Cefalù, con davanti l'impareggiabile spettacolo che offrono le isole Eolie, e dall'esplosione di arte e di cultura. A S. Marco si sono infatti incrociate ed hanno lasciato tangibili testimonianze diversi stili e culture: greca, romana, bizantina, araba, normanna e barocca.

Probabilmente abitata già in epoca pre-ellenica, S. Marco D'Alunzio giace rannicchiata a 550 m di altitudine, a soli 9 km dalla costa. Ogni epoca della storia siciliana vi ha lasciato le sue tracce: venne abitata dai Greci, divenne quindi Municipium Aluntinorum sotto i Romani per essere poi ribattezzata S. Marco dai Normanni, in ricordo della prima città conquistata in Calabria. Roberto il Guiscardo vi fece erigere il castello, i cui ruderi dominano ancora dal punto più alto del paese e nel 1398 il re Martino d'Aragona la concesse come a feudo ai Filangeri.

C' è tantissimo da visitare e rimane solo l'imbarazzo della scelta da dove iniziare. Vediamo di fare insieme una passeggiata virtuale attraverso i monumenti, le chiese e le atmosfere dell'antica cittadina messinese. Ancor prima di entrare nel nucleo abitato si scorge, a sinistra della strada, in posizione isolata, la Chiesa di S. Marco, edificata sopra il tempio di Ercole (IV sec. a.C.). del quale non restano che pochi blocchi in pietra tufacea. La chiesa, totalmente scoperchiata, conserva i muri in pietra a vista e un portale rifatto.

Proseguendo il nostro itinerario incontriamo S. Teodoro (o Badia piccola). Costruita nel XVI sec. sui resti di una cappella bizantina, ha pianta a croce greca e ciascun braccio quadrato termina in una cupoletta. L'interno è decorato da magnifici stucchi di stile serpottiano: Giuditta e Oloferne e la caduta della manna nel deserto (ai lati dell'altare), scene della parabola del figliol prodigo, con santi e le quattro Virtù Teologali ai pilastri che sorreggono la volta.

Il Monastero delle Monache Benedettine - edificato nel 1545 - è stato di recente ristrutturato per accogliere nel prossimo futuro un Museo bizantino-normanno. Al piano terra sono venute alla luce due delle tre absidi appartenenti alla Cappella dei S.S. Quattro Dottori (XI sec.), decorate da splendidi affreschi bizantini: molto ben conservati quelli dell'abside destra con nel catino una Madonna dalle delicatissime mani (non se ne vede purtroppo il volto) e, nella fascia sottostante (divisa da una netta demarcazione che simboleggia la separazione tra il cielo e la terra), i Quattro Dottori della chiesa ortodossa: S. Giovanni Crisostomo. S. Gregorio Nazianzeno, S. Basilio Magno e S. Attanasio che si stagliano su uno sfondo blu intenso.

Nella chiesa di S. Giuseppe è allestito un Museo Parrocchiale che custodisce arredi sacri, reliquiari in legno, una Vergine Odigitria in legno policromo, una bella statua lignea della Maddalena (XVII sec.) e una tela della Deposizione (XVIII sec.)
Il percorso attraverso il centro storico si snoda lungo la centrale via Aluntina, dove si trova la Chiesa Madre di S. Nicolò, con una sobria facciata arricchita soltanto da tre portali in marmo rosso aluntino, utilizzata a profusione anche all'interno.

Più avanti, in piazza S. Agostino, sorge S. Maria delle Grazie, che custodisce il monumento funerario dei Filangeri, opera di Domenico Gagini (1481), con una bella statua giacente dall'espressione dolce e serena.
Ci si lascia sulla destra la Chiesa di S. Basilio, settecentesca, di cui si conservano i resti di un loggiato ad archi acuti e si arriva alla Chiesa dell'Ara Coeli, secentesca, che presenta un portale affiancato da colonne scanalate e arricchito da volute e decorazioni floreali.

All'interno, la Cappella del SS. Crocifisso, decorata con begli stucchi serpottiani raffiguranti santi, vivacissimi putti, angioli e ghirlande di frutta, custodisce un espressivo Crocifisso ligneo secentesco di scuola spagnola.

La chiesa di S. Salvatore, detta anche Badia Grande, in quanto vi era annesso un importante monastero di suore benedettine, ora diroccato, sorge isolata in direzione del campo sportivo. L'elegante portale, in marmo aluntino, è impreziosito da colonne, angeli e putti. All'interno si è accolti da un tripudio di angeli che suonano le trombe, figure allegoriche, putti che giocano e sostengono drappi, cartigli e ghirlande di fiori; la ricchezza della decorazione a stucchi culmina nel sontuoso drappo, dal sapiente panneggia, che scende dal baldacchino ligneo, posto sul tabernacolo.

Per i buongustai, alla fine del tour è consigliabile una sosta all'interno di uno dei tanti ristoranti tipici presenti, dove sarà possibile gustare (tra le varie specialità), i maccheroni al ragù insaporiti in un tegame di terracotta, e fumanti grigliate di carne.


La festa dei Santi patroni Marco, Nicola e Basilio e il SS. Crocifisso di Aracoeli

Tra le feste celebrate a S. Marco d'Alunzio, una delle più caratteristiche è senza dubbio quella di S. Marco, S.Nicola e S. Basilio Magno che si svolge dal 30 luglio al 2 agosto.
Giorno 31 luglio si festeggiano i Santi Patroni Marco e Nicola, nel pomeriggio c'è l' "Entrata r'addauru" e la stessa sera, il simulacro di San Basilio Magno dalla sua chiesa viene traslato nella chiesa Madre. Il breve tragitto che separa le due chiese viene percorso in circa due ore in quanto S.Basilio "fa i viaggi", cioè va avanti e indietro in quanto, è credenza popolare, che durante questo andirivieni Egli compia i miracoli. Giorno 2 agosto è la festa di San Basilio: la vara, ornata di fiori e basilico profumato, viene portata a spalla dai devoti che implorano le grazie gridando: Razii, San Basili! (grazie San Basilio! E chiamiamolo con vera fede! Viva Dio e San Basilio).
La processione che si svolge sotto il solleone e si conclude intorno alle ore quindici, è caratterizzata sempre dai viaggi del Santo e da decine di torce portate dai devoti, che precedono e seguono la vara (le torce sono ceri alti circa un metro ornati di basilico, fiori, nastri e foulards). La sera San Basilio viene riportato nella sua chiesa ed i festeggiamenti terminano con i fuochi pirotecnici.

Una festa commovente e bellissima cade L'ultimo venerdì di marzo ed è dedicata al SS. Crocifisso di Aracoeli. Questa ricorrenza è caratteristica per la presenza dei "Babbaluti", 33 penitenti incappucciati che hanno il compito di portare in processione il SS. Crocifisso e sulla cui origine si hanno poche notizie certe. Nel caso in cui il venerdì in questione coincida con quello Santo, ovviamente si rispetta l'importanza delle feste pasquali e questi festeggiamenti sono anticipati di una settimana. Già di prima mattina del venerdì i devoti si recano nella Chiesa dell'Aracoeli per assistere alla messa, mentre coloro che hanno il compito di trasportare la Croce si recano nella vicina Chiesa di S. Maria dei Poveri per indossare la tunica col cappuccio viola, necessaria per l'occasione. Dopo la funzione sacra il Crocifisso è sistemato, insieme ad un quadro del XVIII secolo raffigurante la Madonna trafitta da sette spade, in un fercolo nella terrazza adiacente la chiesa dell' Aracoeli. Con l'arrivo dei penitenti inizia il corteo, aperto dalla Confraternita dei SS. Quaranta Martiri e composto, a seguire, dal clero, dai penitenti con il Crocifisso, dalla banda musicale e dai fedeli. La processione ripercorre le vie cittadine per poi ritornare al punto di partenza dove verrà conservato il SS. Crocifisso fino all'anno successivo.


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