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Città-museo della ceramica

Santo Stefano di Camastra legato al genio dei maestri artigiani



di Antonella Muratore

S. STEFANO DI CAMASTRA (ME) – Il nome della cittadina di S. Stefano di Camastra è legato al genio artistico delle menti e delle mani di maestri artigiani, che nel corso dei secoli con le loro opere e manufatti in terracotta ne hanno dato lustro e rinomanza a livello nazionale ed internazionale.
La cittadina ha origini recenti, infatti, la "città nuova" risale alla seconda metà del XVIII secolo, in seguito alla disastrosa frana del 1682, che distrusse l'antico abitato di S. Stefano di Mistretta. Alla fine del secolo, la popolazione si stanziò presso la costa nelle terre di proprietà di don Giuseppe Lanza Barresi, duca di Camastra e in località "Piano del Castellaccio" fu riedificato il nuovo centro cittadino.

La prima fabbrica specializzata nella tecnica della invetriatura per la realizzazione di giare stagnate fu dovuta all'iniziativa di don Michele Armao, designato dalla vedova del Duca di Camastra "Governatore della terra di Santo Stefano"; nel corso del secolo la nuova città divenne luogo d'attrazione per i maestri ceramisti di Caltagirone, di Barcellona e di Patti, che contribuirono con le loro attività a continuare la tradizione artistica ed a trasformare la produzione artigianale in un prodotto industriale competitivo, rimanendo originale nel suo genere.

L'impronta artistica e creativa che si distingue nella tradizione e nella storia artigianale locale è firmata dal marchio "Gaetano Armao e Fratelli". La fortuna della fabbrica si deve alla continua innovazione e sperimentazione di tecniche di produzione e di decorazione, sviluppate grazie al costante e prezioso scambio intellettuale e artistico con i ceramisti marsigliesi e napoletani. Oggi la raffinatissima produzione di oggetti dell'antica tradizione ceramica stefanese è custodita nel Museo della Ceramica presso Palazzo Trabia, un simbolo che rappresenta non solo la memoria artistica e storica, ma diviene anche lo spazio di una consapevole promozione economica della ceramica siciliana. Infatti, nel Museo sono raccolte le opere dei migliori artisti ceramisti italiani, acquisite nel corso delle edizioni della mostra della ceramica, promossa dall'amministrazione comunale. Fra gli artisti ricordiamo: Nino Caruso, Lorenzini, Carlos Carrè, Alessio Tasca e tanti altri.

La collezione è ospitata nelle grandi sale del piano terra e del primo piano, che presentano pregevoli affreschi sulle volte e pavimenti preziosamente decorati con maioliche locali. Dalla porta principale si accede nell'androne, ampio ambiente voltolato, da cui si può entrare al giardino terrazzato che si affaccia sul mare; proseguendo si accede a quattro salette in cui è allestita la Sezione Tipologica, che raccoglie materiali fittili di uso popolare: cantari, piatti, statuine, boccali, brocche, le famose giare per l'olio o i cereali di cui parla Pirandello nel suo celebre racconto La giara definendo quella di S. Stefano "la badessa" per la sua forma maestosa e imponente. Si passa, poi, in un antico magazzino, dove si trova la Galleria d'Arte e Artigianato "Il Bastione", accanto vi è una grande sala ricavata nell'antica torre di guardia in cui è predisposta la sezione dedicata alla produzione delle mattonelle maiolicate tra la fine del '700 e il 1950.

All'ingresso e nella seconda sala del primo piano si trovano affreschi con motivi paesaggistici e vi si trovano elementi d'arredo e ceramiche tradizionali. Il salone d'angolo del palazzo presenta un magnifico pavimento e un originale affresco sulla volta con motivi vegetali; tra i mobili in stile, piatti da parete e ceramiche di tradizione stefanese. Caratteristica è l'antica cucina con piano cottura tradizionale (tannùra) e stoviglieria in terraglia smaltata di produzione locale. Dal vestibolo si passa al grande salone centrale, utilizzato per eventi culturali. Le successive due sale sono ornate con affreschi a motivi vegetali arabeschi e con dipinti che presentano classiche figure femminili danzanti. Le rimanenti stanze sono attualmente utilizzate come uffici comunali.

L'istituzione del museo risale al 1994, ma percorrendo le vie della cittadina si possono ammirare le meraviglie della tradizione e della storia di questa città che da sé si rivela un museo. Passeggiare per le strade e i luoghi di S. Stefano significa usufruire di quella libertà di pensiero, d'espressione e di genialità dell'arte. "Stagnare e pittare" mattoni è stata ed è la vera arte dei maestri ceramisti stefanesi che insieme alla produzione più povera degli oggetti d'uso e della ceramica artigianale hanno fatto di questo piccolo centro del Parco dei Nebrodi una vera e propria città d'arte. L'arte si fonde con il paesaggio e con l'uomo: la materia si lascia modellare, plasmare dall'uomo per trasformare il genio in arte.


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