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Il Parco Letterario Salvatore Quasimodo(1901-1968) 

Il Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Modica

  • IL PARCO LETTERARIO SALVATORE QUASIMODO


  "La terra impareggiabile" nasce dall'idea di Alessandro Quasimodo, unico erede vivente dello scrittore, che ha inteso così riunire coloro che hanno contributo a divulgare le opere del celebre premio Nobel in Sicilia. La finalità, in particolare, è quella di far rivivere la poesia nei luoghi dove nacque l'ispirazione: Modica, città natale di Quasimodo, Roccalumera, luogo d'origine della sua famiglia, a cui sono collegate nel filo di una memoria lirica Messina, Tindari, le Eolie, Siracusa, l'Anapo con Pantalica e Agrigento. L'atmosfera che si respira nell'area del Parco riporta alle radici dello scrittore, quelle di una Sicilia, definita "terra impareggiabile" secondo il titolo di una sua celebre raccolta; una sorta di perduto paradiso mediterraneo avvolto nell'alone del mito in cui risuonano ancora i versi degli antichi lirici poeti greci di cui Quasimodo fu insuperato traduttore. Il Parco ha sede a Modica, nella casa museo intitolata a Quasimodo arricchita dalla "Quasimodoteca" sita sulla piazza principale della città: un percorso scenograficamente articolato attraverso pannelli che consentono una virtuale immersione nella poesia. Nella "Quasimodoteca" è possibile reperire attraverso sistemi multimediali, come il sito www.quasimodo.it , tutte le opere di e su Quasimodo. Ulteriore tappa per conoscere ed apprezzare l'opera dell'autore è rappresentata dall'altra struttura stabile sita nella Torre Saracena di Roccalumera, presso Taormina.
  • IL MUSEO DELLE ARTI E TRADIZIONI POPOLARI


  A Modica, presso il Museo delle Arti e Tradizioni popolari, rivivono arti e mestieri del tempo passato, alcuni dei quali presentano ancora contatti con il presente. L'aspetto caratteristico del museo consiste nel fatto che gli oggetti sono disposti nel loro ambiente naturale, cioè inseriti nelle ricostruzioni fedeli di botteghe artigiane che testimoniano direttamente il loro utilizzo.Si possono ammirare, ad esempio, un esemplare del caratteristico carretto siciliano, antico mezzo di trasporto che cambia di dimensione ed eleganza in base alla importanza della famiglia d'appartenenza, le botteghe degli artigiani tipici della zona come il mielaio, l'ebanista, il sellaio, il fabbro-maniscalco, il calzolaio, lo stagnino che saldava pentole e brocche, il lavoratore della canna, il falegname, lo scalpellino che lavorava la pietra, il sarto, il riparatore di carretti, il barbiere ed il dolciere. Vera attrazione di questo Museo, che occupa il primo piano del settecentesco ex convento dei Frati Mercenari, è sicuramente la riproduzione della tipica masseria modicana, sede del nucleo familiare residente stabilmente in campagna e centro economico della vita rurale. Qui sono stati ricostruiti il cortile con la sua singolare pavimentazione e ambienti come la cucina, ricca di numerosi utensili utili per la preparazione e la conservazione del pane e dei formaggi locali, la stanza da letto e la stanza della tessitura.

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