La Chiesa di San Giorgio
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La città si estende con
continuità su un breve altipiano, che si restringe a cuneo fino alla
rupe su cui sorgeva il Castello (Modica Alta) e occupa l'invaso dei
torrenti (oggi coperti) Janni Màuru, ad ovest, e Pozzo dei Pruni ad
est, che confluiscono ai piedi della rupe nel fiume Modica, disegnando
una grande ipsilon (Modica Bassa).
A partire dal sec. III
a.C., e documentata l'esistenza di Motyka, ribelle a Roma nel 212
a.C., poi città "decumana", ed in periodo imperiale città
"stipendiaria". Conquistata dagli Arabi nel 844-45, fu poi
città regia con Ruggero II. La sua importanza si accrebbe per la
posizione strategica e nel 1296 quando nasce la Contea con
l'assegnazione del titolo a Manfredo Chiaramonte, Modica rappresenta
un modelloesemplare di città-fortezza.
Con il suo Castello e
l'antica Chiesa madre di S. Giorgio, si erge a baluardo
inespugnabile della guerra che oppone le fazioni latina e catalana,
che si contendono il dominio dell'isola. Anche quando l'investitura
feudale passerà alla famiglia Caprera (1392- 1480) non verrà meno
l'impianto militare della cittadella: fuori le mura, tuttavia, il
ghetto ebraico del quartiere Cartellone mette in evidenza le relazioni
multiculturali degli abitanti, almeno fino al tragico pogrom nel 1474.
Nei secoli XVI e XVII la
città assume un ruolo istituzionale e di direzione politica della
Sicilia sudorientale. In questa eccezionale "età dell'oro"
della contea, l'impianto urbanistico si distende dalla rocche alla
vallata sottostante.
Distrutta dal terremoto
del 1693, fu ricostruita nello stesso sito, saldando in modo del tutto
originale il tradizionale impianto medievale degli antichi quartieri
con la sontuosa scenografia settecentesca dell'edilizia ecclesiastica
e civile.
Le due chiese
cattedrali di S. Giorgio (nella zona alta ) e di S. Pietro (nella
parte bassa) costituiscono le direttrici dell'espansione urbana, che
si snoda attraverso i grandi complessi conventuali dei Francescani,
dei Gesuiti, delle Benedettine ecc. Chiese e conventi punteggiano
l'itinerario barocco che si snoda dalla splendido "balcone"
naturale del Pizzo al fondovalle dello stretto. Caratteristico della
città è l'intrecciarsi degli stretti vicoli medioevali e la cortina
edilizia di chiese e palazzi signorili che si evidenziano per la
fattura delle strutture architettoniche, per la ricchezza delle
decorazioni e l'omogeneità cromatica della pietra calcarea lavorata
con particolare perizia scultorea dalle maestranze, che richiama il
ricamo dei muri a secco delle campagne iblee. Il Livello generale di
conservazione del patrimonio edilizio è da considerarsi buono, ma nel
centro storico, in particolare negli anni sessanta, sono avvenute
pesanti sostituzioni nel tessuto urbano)
Tutto il centro urbano
di Modica e le colline circostanti sono soggetti a vincolo Ambientale
o Paesaggistico imposto con D. A. n.6353 del 24/09/1992 adottato ai
sensi della L.1497/39
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