
FESTE -
SAGRE E FOLKLORE
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"Durante la mattina di Pasqua escono dalla chiesa la statua del
Cristo Risorto e quella della Madonna, entrambe girano per la citta'
alla ricerca l'uno dell'altra. Di grande emotivita' il finale: la
statua della Madonna lascia andare il manto nero da cui volano delle
colombe e, correndo incontro al Figlio, si china a baciarlo sul
costato.
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A partire dal 1996, anno del "7 centenario della Nascita della
Contea", il Comune di Modica, per rinverdire una tradizione
documentata nel XVII secolo e riferita ai tornei disputati da nobili
cavalieri in onore della Madonna delle Grazie, indice ed organizza nel
periodo di Agosto una gara di abilita' fra cavalieri in rappresentanza
sia degli otto Quartieri della Citta' che delle citta' della Contea.
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Il week-end successivo al 23 aprile (San Giorgio) si svolgono i
festeggiamenti in onore del Santo. La processione per le vie cittadine
culmina con il rientro della statua nella Cattedrale gremita, dove i
fedeli gli fanno compiere dei giri d'onore. Alla fine, i sempre
graditi fuochi d'artificio
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La festa si svolge ad ottobre a Modica Alta e oltre alla consueta e
antichissima processione del simulacro accompagnato dalla banda
musicale ospita la sagre popolari, come quella della "Pasta
Casareccia" e altre interessanti mostre e manifestazioni. Come di
consuetudine, grazie all'impegno di Padre Pintaldi, parroco di San
Giovanni, la popolazione di Modica Alta, che accorresempre in massa
puo' godere, dopo la mezzanotte, di un notevole spettacolo di fuochi
d'artificioeek-end successivo al 23 aprile (San Giorgio) si svolgono i
festeggiamenti in onore del Santo. La processione per le vie cittadine
culmina con il rientro della statua nella Cattedrale gremita, dove i
fedeli gli fanno compiere dei giri d'onore. Alla fine, i sempre
graditi fuochi d'artificio
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A Modica, presso il Museo delle Arti e Tradizioni popolari, rivivono
arti e mestieri del tempo passato, alcuni dei quali presentano ancora
contatti con il presente. L'aspetto caratteristico del museo consiste
nel fatto che gli oggetti sono disposti nel loro ambiente naturale,
cioè inseriti nelle ricostruzioni fedeli di botteghe artigiane che
testimoniano direttamente il loro utilizzo.Si possono ammirare, ad
esempio, un esemplare del caratteristico carretto siciliano, antico
mezzo di trasporto che cambia di dimensione ed eleganza in base alla
importanza della famiglia d'appartenenza, le botteghe degli artigiani
tipici della zona come il mielaio, l'ebanista, il sellaio, il
fabbro-maniscalco, il calzolaio, lo stagnino che saldava pentole e
brocche, il lavoratore della canna, il falegname, lo scalpellino che
lavorava la pietra, il sarto, il riparatore di carretti, il barbiere
ed il dolciere. Vera attrazione di questo Museo, che occupa il primo
piano del settecentesco ex convento dei Frati Mercenari, è
sicuramente la riproduzione della tipica masseria modicana, sede del
nucleo familiare residente stabilmente in campagna e centro economico
della vita rurale. Qui sono stati ricostruiti il cortile con la sua
singolare pavimentazione e ambienti come la cucina, ricca di numerosi
utensili utili per la preparazione e la conservazione del pane e dei
formaggi locali, la stanza da letto e la stanza della tessitura.
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