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SUD EST SICILIA ALLOGGIARE
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Il territorio della provincia di Ragusa è caratterizzato da un insieme di fattori paesaggistici, naturalistici, urbanistici, archeologici e storici, spesso poco conosciuti: aspetti tutti che affascinano i visitatori ed anche i residenti.
Il patrimonio naturalistico protetto delle due riserve "Macchia foresta del fiume Irminio" e "Pino d'Aleppo", è ricco di specie vegetali ed animali che costituiscono ambienti peculiari meritevoli di essere conosciuti

  • MACCHIA FORESTA DEL FIUME IRMINIO


 

La "macchia-foresta" è costituita da una fascia litoranea di vegetazione che si estende ininterrottamente sulle dune costiere, per circa 1 km.
Essa rappresenta un rarissimo esempio di vegetazione naturale a "macchia-arborea", il più imponente in Sicilia, sopravvissuto all'estesa macchia che esisteva lungo il litorale ibleo ed attorno ai pantani di Scicli, oggi prosciugati e coltivati.
L'attuale paesaggio geomorfologico è quello di una costa bassa e sabbiosa dove sfocia un fiume a prevalente carattere torrentizio: è presente un ampio arenile e un cordone dunale, con dune consolidate prevalentemente sul lato destro. Al termine di questo cordone dunale la costa si innalza con piccole falesie; a pareti verticali.
Il retroduna era fino alla fine dell'ottocento occupato da acquitrini e pantani costieri che andavano da Marina di Ragusa a Plaja grande.
Oggi la palude non esiste: infatti, all'inizio del novecento, tali aree vennero bonificate sia perché considerate malsane a causa della malaria trasmessa dalla zanzare che in esse prosperavano, sia per recuperare terreni all'agricoltura, che presentano un'elevata produttività essendo gli acquitrini ricchi di elementi nutrienti. Fino a poco tempo fa, infatti, le aree pianeggianti del retroduna venivano coltivate.
Attualmente sono per la maggior parte incolte e in alcune zone si sta assistendo all'evoluzione della vegetazione ruderale con un arricchimento in specie tipiche della macchia.
In passato, la foce; del fiume doveva avere un aspetto diverso: l'insabbiamento iniziò a partire dal XII secolo, probabilmente a causa sia di cambiamenti climatici, che hanno determinato un diverso regime delle precipitazioni, sia a causa di fattori antropici, quale un eccessivo disboscamento e successivo uso del suolo per fini colturali causa di una maggiore erosione dei versanti lungo tutto il fiume e quindi un maggior apporto di sedimenti alla foce soprattutto durante le piene.

FONTE PROVINCIA REGIONALE DI RAGUSA

 

  • RISERVA PINO D'ALEPPO


 

La riserva occupa la parte bassa del corso del fiume Ippari e ricade geologicamente nella zona di transizione verso l'avanfossa Gela-Catania, identificata come Piana di Vittoria, al limite sud occidentale dell'altipiano ibleo.
La morfologia del paesaggio è strettamente connessa con il diverso grado di erosione delle rocce affioranti. Altimetricamente si passa dalla quota 40 metri s.l.m. di Contrada Cammarana a quella di 180 metri s.l.m. sotto l'abitato di Vittoria.
La valle del fiume, impostata su strutture tettoniche (faglie) a direzione Sud Ovest - Nord Est, è ricoperta da depositi alluvionali. La sua particolare ampiezza nell'area compresa tra l'abitato di Vittoria e la foce, ha consentito l'insediamento dell'Uomo che ha utilizzato i terreni per l'agricoltura.
Nell'area della foce erano presenti in passato vaste zone paludose: attualmente dopo le bonifiche dell'inizio del XX secolo, sono state prosciugate; sono stati inoltre costruiti argini artificiali del fiume per evitare il dilavamento. Gli imponenti cordoni dunali presenti alla foce sono stati distrutti dall'uomo che ne ha prelevato la sabbia.

FONTE PROVINCIA REGIONALE DI RAGUSA

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