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La
"macchia-foresta" è costituita da una fascia
litoranea di vegetazione che si estende ininterrottamente sulle dune
costiere, per circa 1 km.
Essa rappresenta un rarissimo esempio di
vegetazione naturale a "macchia-arborea", il più
imponente in Sicilia, sopravvissuto all'estesa macchia che esisteva
lungo il litorale ibleo ed attorno ai pantani di Scicli, oggi
prosciugati e coltivati.
L'attuale paesaggio geomorfologico è
quello di una costa
bassa e sabbiosa dove sfocia un fiume a prevalente carattere
torrentizio: è presente un ampio arenile e un cordone dunale, con
dune consolidate prevalentemente sul lato destro. Al termine di questo
cordone dunale la costa si innalza con piccole falesie;
a pareti verticali.
Il retroduna era fino alla fine
dell'ottocento occupato da acquitrini e pantani costieri che andavano
da Marina di Ragusa a Plaja grande.
Oggi la palude non esiste: infatti,
all'inizio del novecento, tali aree vennero bonificate sia perché
considerate malsane a causa della malaria trasmessa dalla zanzare che
in esse prosperavano, sia per recuperare terreni all'agricoltura, che
presentano un'elevata produttività essendo gli acquitrini ricchi di
elementi nutrienti. Fino a poco tempo fa, infatti, le aree
pianeggianti del retroduna venivano coltivate.
Attualmente sono per la maggior parte
incolte e in alcune zone si sta assistendo all'evoluzione della
vegetazione ruderale con un arricchimento in specie tipiche della
macchia.
In passato, la foce; del fiume doveva
avere un aspetto diverso: l'insabbiamento iniziò a partire dal XII
secolo, probabilmente a causa sia di cambiamenti climatici, che hanno
determinato un diverso regime delle precipitazioni, sia a causa di
fattori antropici, quale un eccessivo disboscamento e successivo uso
del suolo per fini colturali causa di una maggiore erosione dei
versanti lungo tutto il fiume e quindi un maggior apporto di sedimenti
alla foce soprattutto durante le piene.
FONTE PROVINCIA
REGIONALE DI RAGUSA
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